San Gavino, impiantato il primo pacemaker senza fili in cardiologia


di Gian Luigi Pittau
La cardiologia dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale si proietta nel futuro. Per la prima volta nel reparto del nosocomio del Medio Campidano è stato eseguito il primo impianto di pacemaker senza fili in un giovane di 50 anni con degli episodi di blocco atrioventricolare. Il dispositivo, delle dimensioni di pochissimi centimetri, è stato impiantato posizionato all’interno del ventricolo destro del paziente senza l’ausilio di elettrocateteri o di un generatore dislocato. L’impianto è stato eseguito dalla dottoressa Graziana Viola dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari in collaborazione con i cardiologi dell’ospedale di San Gavino Luisa Maria Fais e Roberto Floris e dell’infermiera Patrizia Melis, il tutto sotto la supervisione del dottor Gianfranco Delogu, direttore del reparto. «Per la giovane età del paziente - spiega Gianfranco Delogu -  l’utilizzo di un dispositivo che non necessiti di elettrocateteri, elemento fragile dell’impianto tradizionale e soggetto a deterioramento col passare degli anni, abbiamo scelto di procedere con l’impianto di un pacemaker senza fili, con una procedura assolutamente sicura e un risultato finale ottimo».  Al momento attuale questo tipo di tecnologia va dedicata a casi selezionati. «Come nei pazienti molto giovani o con controindicazioni all’impianto tradizionale - spiega Luisa Maria Fais -  ma in futuro potrà essere la prima scelta». Così il reparto di cardiologia di San Gavino si inserisce fra gli ospedali all’avanguardia nell’impianto dei dispositivi di cardiostimolazione. «Alcuni pazienti - rimarca il cardiologo Roberto Floris - si preoccupano all’idea di impiantare qualcosa all’interno del cuore. Si tratta di una tecnologia assolutamente sicura e già utilizzata da alcuni anni nei centri di riferimento nazionale e internazionale, il vantaggio è dato da una batteria di durata sovrapponibile ai dispositivi tradizionali e un sistema di aggancio davvero efficace». Nel reparto di cardiologia ogni anno ci sono circa 600 ricoveri ordinari a cui si aggiungono 200 pazienti in day hospital e in media in 12 mesi vengono impiantati 200 pacemaker tradizionali. «Con questo ulteriore passaggio», conclude il primario Gianfranco Delogu, «continua la crescita del reparto di cardiologia dopo l’avvio circa 6 anni fa del servizio di cardiostimolazione che oggi rappresenta una realtà consolidata nel territorio.  La gestione delle bradiaritmie secondo i più moderni standard internazionali, compreso un esteso utilizzo del monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili, garantisce ai nostri pazienti un servizio completo dall’impianto del pacemaker fino al controllo domiciliare dello stesso».

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