San Gavino Monreale, la magia delle launeddas di Bruno Loi risuona in India


di Gian Luigi Pittau
Da San Gavino Monreale all’India per suonare le launeddas nel “Udaipur Word music festival 2022”, una delle manifestazioni musicali più importanti di questo continente asiatico giunta alla sesta edizione. Così la magia dell’antico strumento sardo ha risuonato nella città di Udaipur, chiamata la Venezia d’Oriente, grazie al sangavinese Bruno Loi, cresciuto alla scuola delle launeddas del maestro Dionigi Burranca di cui è stato allievo dall’età di 17 anni. Suonare in India in una terra lontana e magica è stata un’esperienza indescrivibile: «Sono stato veramente felice di aver suonato in questo festival le launeddas - racconta Bruno Loi - insieme a Jonathan Della Marianna di Escalaplano. Sono arrivato in India in questa manifestazione perché sono stato contattato da Andrea Baldi, direttore per la cultura italiana in India. Molte persone si sono incuriosite e in molti vorrebbero imparare a suonare questo strumento che io ho conosciuto dall’età di 17 anni: da allora non me ne sono più staccato e giro spesso in tutta Italia e in altri stati europei per importanti festival e manifestazioni. Alcuni giorni fa sono stato nel circolo degli emigrati “Nuova Sardegna” di Peschiera Borromeo in Lombardia e ho suonato le launeddas in occasione della proiezione del film “Nel nostro cielo un rombo di tuono” alla presenza anche di Nicola, figlio di Gigi Riva». L’amore per le launeddas va avanti per tutta la vita: «Una volta entrati in contatto con questo strumento - specifica Bruno Loi - è impossibile separarsene e lo si apprezza fino alla morte perché il legame è indissolubile. Suonare le launeddas è come una vocazione e già in antichità era diffuso il suo uso come testimonia il bronzetto nuragico trovato nelle campagne di Ittiri che risale a circa 4mila anni fa e che rappresenta un sacerdote che tiene tra le labbra tre canne e ha le guance gonfie. Tutto questo fa pensare a un suonatore di launeddas. Questo strumento viene apprezzato in tutto il mondo e nel 2001, poco prima del crollo delle Torri Gemelle, sono stato invitato all’inaugurazione della biblioteca di Alessandria d’Egitto e in quell’occasione ho suonato da solista con grande emozione e ho conosciuto uno strumento simile l’arghul, che ha solo due canne e che di solito accompagna la danza del ventre o altri eventi musicali». [caption id="attachment_110349" align="alignleft" width="497"] Bruno Loi in India[/caption] Così di generazione in generazione si trasmette l’arte di questo strumento magico e a San Gavino Monreale Bruno Loi è presidente dell’associazione Nodas Antigas che ha sede in via Goldoni, ma questo non è l’unico sodalizio di cui fa parte: «È importante tramandare quest’arte e prima era più facile portare avanti progetti nelle scuole. Faccio parte dell’associazione “Assotziu Launeddas Sardinia” che riunisce suonatori di tutta l’isola e di cui, oltre a me fanno parte Gianfranco Meloni (il presidente), Giovanni Tronci, Nicola Vacca, Ferruccio Montis, Andrea Atzori, Lidia Fogli, Elsa Pusceddu e a Daniele Giglio”. In Sardegna da anni Bruno Loi partecipa alle più importanti manifestazioni come Sant’Efisio, la Cavalcata Sarda e tutte le processioni religiose della cittadina di San Gavino.

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