San Gavino Monreale, lunghe attese al pronto soccorso


Quarantott’ore per un ricovero. Una situazione sempre più difficile, in organico solo due medici. La Cgil chiede interventi rapidi e soluzioni immediate
San Gavino Monreale, lunghe attese al pronto soccorso

Il pronto soccorso dell’ospedale ‘Nostra Signora di Bonaria’ di San Gavino Monreale è sempre più carico di lavoro con attese infinite anche per 20-25 pazienti (molti ultraottantenni) che vengono non solo dai 28 paesi della Asl del Medio Campidano, ma anche dalla zona di Isili e dall’Oristanese. 
Una situazione sempre più difficile anche per il personale sanitario ridotto all’osso (sono solo due i medici in organico) e da poco ha dato le dimissioni anche la direttrice facente funzioni del presidio di emergenza. E chiede interventi immediati su personale, posti letto e rete territoriale la segreteria della Cgil Funzione Pubblica della Sardegna Sud Occidentale insieme ai componenti della Rsu della Asl 6 del Medio Campiano dello stesso sindacato: «La situazione del pronto soccorso ha ormai raggiunto un livello di criticità che non può più essere ignorato. Le difficoltà denunciate da tempo trovano conferma anche nella segnalazione formalmente trasmessa dagli stessi operatori sanitari alla direzione aziendale, a testimonianza di un disagio organizzativo che coinvolge direttamente chi ogni giorno garantisce l'assistenza ai cittadini. La principale emergenza è rappresentata dalla gravissima carenza di personale medico e infermieristico. Dopo la cessazione del ricorso ai medici "gettonisti", l'organico risulta ulteriormente ridotto: a fronte di un numero sempre crescente di accessi, il servizio viene garantito da un numero insufficiente di professionisti, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell'assistenza e sulle condizioni di lavoro del personale».

Ma non è questo l’unico problema come evidenzia Gino Cadeddu, sindacalista della segreteria della Fl Cgil: «In pronto soccorso è successo anche due giorni fa che si arrivi alla presenza di 25 persone, molte delle quali devono stare in attesa per ore senza aria condizionata nell’andito. È il fenomeno del boarding: numerosi pazienti restano in pronto soccorso anche oltre le 48 ore, impossibilitati a essere ricoverati per la cronica saturazione dei posti letto. Non è un problema di barelle o di spazi aggiuntivi: senza medici, infermieri e posti letto disponibili, qualsiasi soluzione tampone è destinata a fallire. È una situazione vergognosa».

La pressione aumenta anche a causa delle difficoltà dell'intera rete sanitaria. Nelle ore serali l’ospedale di Isili indirizza i pazienti verso questo pronto soccorso, mentre in alcune fasce orarie l'ospedale di Oristano non riesce a garantire la presa in carico dei traumi per la mancanza dello specialista ortopedico. In più le guardie mediche spesso sono prive degli strumenti necessari o non coperte e determinano un ulteriore incremento degli accessi impropri al pronto soccorso.

«Il risultato - aggiungono i sindacalisti e la Rsu della Fp Cgil - è un servizio costretto a operare costantemente oltre i propri limiti organizzativi e strutturali, con tempi di attesa sempre più lunghi e condizioni di lavoro sempre più gravose per gli operatori.

Di fronte a questo scenario è indispensabile che l'azienda sanitaria e la Regione intervengano con urgenza, adottando misure straordinarie per rafforzare gli organici, aumentare la disponibilità di posti letto e rendere finalmente efficiente la rete dell'assistenza territoriale».

Su queste criticità cerca interviene il direttore sanitario della Asl del Medio Campidano Raimondo Pinna: «Di recente c’è stata una situazione di sovraccarico di lavoro nel pronto soccorso e il caldo afoso non ci ha aiutato. Poi la situazione è tornata alla normalità e in pronto soccorso saranno coperti i turni 24 ore su 24 per le prossime settimane. Nel pronto soccorso ci sono solo due medici titolati mentre nell’organico dovrebbero essere almeno11. Stiamo vagliando tutte le soluzioni possibili e a breve faremo il concorso per il posto per la direzione del pronto soccorso di San Gavino».

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