È un’idea dell’associazione ‘Sa Moba Sarda’
di Gian Luigi Pittau
Valorizzare lo zafferano con un museo interamente dedicato al fiore viola e che sia visitabile tutto l’anno. È questa l’idea dell’associazione culturale ‘Sa Moba Sarda’ presieduta da Antonio Garau, che ha organizzato due settimane di eventi e di mostre dedicate alla preziosa spezie. «Vogliamo - spiega il numero uno del sodalizio - che tutto l’anno si possa parlare del fiore viola con un museo che racconti la storia, le tradizioni e gli usi dello zafferano, un prodotto che caratterizza tutta la comunità sangavinese». Così la casa museo ‘Dona Maxima’ in via Amsicora ha accolto per diverse settimane centinaia di visitatori (tra questi molti studenti di ogni età) e ha concluso gli eventi con una giornata formativa ‘Lo zafferano dalla A alla Z’ con il professor Franco Melas. Intanto crede nella valorizzazione di questo prodotto anche l’assessore Riccardo Pinna: «Lo zafferano di San Gavino Monreale è una vera e propria eccellenza, unica al mondo e insostituibile. Questo prezioso 'oro rosso' deve essere considerato per quello che è: un gioiello che merita di uscire dalle dinamiche commerciali locali che ne limitano la diffusione e puntare verso i mercati internazionali, dove può esprimere tutto il suo valore e portare benessere alle comunità dove viene prodotto».
Di qui una chiara visione per il futuro che vuole mettere al centro questo prodotto identitario: «Vogliamo costruire intorno allo zafferano - aggiunge Riccardo Pinna - uno storytelling che ne agevoli la commercializzazione e far nascere un’economia solida e sostenibile, che sappia dare nuova linfa all’identità del territorio, valorizzandone tradizioni e sapere. Il Festival ‘Strade dello Zafferano di Sardegna Dop’ è stato un’importante occasione per condividere con il mondo questa ricchezza e costruire una rete di supporto tra produttori, istituzioni e cittadini per la crescita e la promozione di un prodotto, che è orgoglio della nostra terra».
In particolare l’associazione Sa Moba Sarda ha proposto un ricco programma di appuntamenti nella casa museo ‘Dona Maxima’ in via Amsicora 23. Così ha avuto grande successo di pubblico la mostra fotografica sentiero viola e l’esposizione dell’artista Maria Borrelli, che ha proposto inedite in sbalzo ed è stato possibile partecipare anche alla fase della pulitura del fiore dello zafferano e alla separazione degli stimmi. Si tratta di una tradizione che ha visto protagonista anche la presidente della Regione con un gruppo di volontari del sodalizio. «Abbiamo concluso - spiega il presidente dell’associazione Antonio Garau - con una giornata formativa ‘Lo zafferano dalla A alla Z’ con il professor Franco Melas con la visita guidata ai campi di zafferano, poi spazio alle tecniche di lavorazione della spezia e in particolare dei metodi di raccolta e della sfioratura. Dopo la pausa pranzo si è parlato dell’essicazione, della conservazione e della qualità dello zafferano».
Per finire una panoramica generale sulla normativa e in particolare sul marchio Dop e sulla Deco.
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