San Gavino, presentata al Museo Due Fonderie la tesi di laurea di Camilla Mallica


di Federica Salis
Sabato 15 aprile, il Museo Due Fonderie di San Gavino ha ospitato l’evento “Un giorno al museo”. Per valorizzare la storia mineraria del sito, è stata organizzata una visita cicloturistica, durante la quale l’associazione culturale Curatorìa Monreale ha accolto visitatori provenienti da tutta la Sardegna. Per l’occasione, Camilla Mallica, dottoressa in Economia e gestione dei servizi turistici, ha presentato la sua tesi di laurea intitolata “Proposta di un percorso turistico e culturale in Sardegna. Sulla via del piombo da San Gavino Monreale a Piscinas”, grazie alla quale lo scorso dicembre ha vinto il premio della Fondazione Cammino di Santa Barbara. L’elaborato propone la realizzazione di un percorso che unisce diversi siti, turistici e non, riferiti al passato minerario e metallurgico del Sud Sardegna. Camilla si è interessata soprattutto dell’area compresa tra San Gavino e Piscinas: per lei era importante riportare alla luce la storia industriale del territorio, in modo da incrementare i flussi turistici anche nelle zone meno conosciute. «Si pensa sempre che Montevecchio sia l’unico paese ad avere un passato industriale, dimenticando che anche San Gavino ha ricoperto un ruolo importante nella storia metallurgica e mineraria del Sud Sardegna - ha dichiarato Camilla - Nonostante io sia di San Gavino, però, ho faticato a trovare informazioni a riguardo, sia per mancanza di documentazione, sia per lo stato in cui versa l’area protagonista dell’indagine». Questa idea è nata grazie a un esame universitario per il quale gli studenti dovevano inventare un percorso turistico. Camilla si è concentrata sull’antica via di piombo tra San Gavino e Piscinas, un argomento che l’ha appassionata, e che per questo ha scelto come tema centrale della tesi di laurea. «Il nome dell’itinerario, “Sulla via del piombo”, si ricollega al passato. I siti nei territori di San Gavino, Guspini e Arbus erano collegati tra loro grazie a una ferrovia che consentiva il trasporto dei minerali dalle miniere alla fonderia e al porto. Il minerale più presente era la galena argentifera, da cui, per l’appunto, si ottiene il piombo», ha spiegato Camilla. Il percorso dovrebbe comporsi di sei tappe: si partirebbe dal Museo Due Fonderie e dalla fonderia stessa, per poi raggiungere la galleria Anglosarda e il borgo di Montevecchio. Dopodiché, si arriverebbe alla laveria di Naracauli a Ingurtosu e infine a Piscinas, dove sono ancora presenti i binari che connettevano il porto alle miniere. Nelle scorse settimane, Camilla si è recata nei vari luoghi citati nella sua tesi per scattare delle foto. Alcuni, come la galleria Anglosarda, sono facilmente accessibili, mentre altri risultano difficili da raggiungere, oppure si trovano in stato di abbandono. La tesi di Camilla si sposa bene con quello che era l’obiettivo di sviluppo e promozione del territorio dell’evento al Museo due Fonderie; il progetto, infatti, oltre ad aver ottenuto il riconoscimento dalla Fondazione Cammino di Santa Barbara, è stato apprezzato anche dal pubblico; tra i presenti, l’assessora alla Cultura Silvia Mamusa, il presidente del GAL Campidano Stefano Musanti, e Tarcisio Agus, ex-presidente del parco Geominerario. «Bisogna smentire la convinzione che la Sardegna sia bella solo per il mare, e l’itinerario che ho presentato ne è la prova: potrebbe diventare un’importante meta turistica e portare molti benefici al territorio», ha concluso Camilla.

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