San Gavino, un museo per valorizzare i reperti archeologici custoditi per una vita da Michelangelo Sanna


di Gian Luigi Pittau
La cultura non ha colore politico e per una volta unisce tutto il consiglio comunale. Così è stata votata a favore all’unanimità la mozione dei consiglieri del gruppo misto Stefano Altea e Nicola Orrù per la valorizzazione del grande patrimonio archeologico che da 12 anni si trova impolverato nella mansarda del palazzo comunale da 12 anni. [caption id="attachment_75128" align="alignleft" width="232"] Stefano Altea[/caption] Un tesoro che sembra essere stato dimenticato, ma che è composto da un patrimonio di più di tremila reparti del periodo nuragico e ancora 1500 tra ornamenti e monete del periodo punico, romano, vandalico e bizantino che vennero sequestrati dai carabinieri del nucleo per la tutela culturale. Tutti d’accordo nella valorizzazione di questo patrimonio con la creazione di un’esposizione permanente o un museo per questi migliaia di reperti, frutto del lavoro di raccolta fatto da Michele Sanna, scomparso alcuni anni fa e a lungo ispettore onorario del Ministero dei Beni Culturali per la tutela dei beni monumentali e archeologici. “Questi beni – rimarca Stefano Altea – hanno un grande valore per la comunità sangavinese e possono essere una traccia per ritrovare le proprie radici. Più di 600 persone hanno dato la propria adesione ad un gruppo su facebook sulla valorizzazione del patrimonio archeologico e storico del paese”. [caption id="attachment_75130" align="alignleft" width="232"] Silvia Mamusa[/caption] In prima linea l’assessora alla cultura Silvia Mamusa: “Questi beni rappresentano il nostro passato, sono i luoghi della nostra memoria.  I reperti sono stati catalogati e considero prioritaria la valorizzazione di questi beni archeologici e la fruizione da parte di tutta la popolazione. Da parte mia vi è la massima disponibilità per la realizzazione di un’esposizione permanente con la collaborazione di personale addetto ai lavori competente in materia di beni culturali. Quando questi beni furono confiscati nel 2008 ero presente con il sindaco di allora Stefano Musanti e a me furono assegnati in termini di custodia.  Negli anni tantissime scolaresche del paese sono andate in visita alla scoperta di questo patrimonio archeologico. Abbiamo preso in considerazione dei locali come quelli dell’ex guardia finanza in piazza Marconi e altri che avrebbero bisogno di una ristrutturazione.  Siamo pronti a intraprendere un percorso con la sovrintendenza e a farci affiancare da un professionista”. Invita a una maggiore attenzione verso la cultura la consigliera Daniela Inconis: “Ci sono opportunità di finanziamento come nel cado del bando regionale per il riconoscimento dei musei scaduto il 31 dicembre 2019, L’iter per la valorizzazione dei reperti deve essere preciso e puntuale.  Negli anni passati non si è preso in considerazione il nostro patrimonio storico e culturale”.  

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