Orgogliosamente sardo, cagliaritano di nascita e cresciuto nel paese di Armungia fino alla prima giovinezza, il poco più che cinquantenne Sandru Dessì nei suoi ritratti riproduce lo sguardo di corregionali e non, che con il loro contributo personale e professionale si sono distinti, per talento, passione, impegno nella società e nei rapporti umani ma soprattutto, in riferimento a quanti si sono trovati a condividere usi e costumi in Sardegna, ne abbiano diffuso l’immagine nel mondo. [caption id="attachment_79516" align="alignleft" width="198"]
Gigi Riva[/caption]
Fra volti noti e meno noti, la sua collezione fino ad ora comprende un centinaio di pezzi. Nei disegni da lui realizzati vi sono, naturalmente, anche persone che non ha conosciuto ma che ha sempre ammirato; Sandro Pertini, Luis Seplulveda, oppure persone incontrate in circostanze fugaci ma di cui conserva comunque bellissimi ricordi. Di questa memoria indelebile fa parte anche “Rombo di tuono”, come lo definì Gianni Brera; parliamo quindi di Gigi Riva. Quanti abbiano avuto la possibilità di aver a che fare con lui, compagni di squadra, amici, tifosi, innumerevoli ammiratori, così semplicemente nel gesto di una stretta di mano o lo scambio di due parole - e sono in tanti - possono sicuramente affermare di esser rimasti piacevolmente colpiti. Non sardo di origine ma il più sardo fra i sardi d’adozione, fin da quando, oltre mezzo secolo fa, ebbe modo di farsi conoscere non solo dagli sportivi e non solo
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Emilio Lussu[/caption]
dai cagliaritani, ma da quanti con lui hanno spartito momenti di vita quotidiana oltre al campo da calcio. «Tanti ricordi», afferma Sandru Dessì che durante gli anni dell’università, lo ha incontrato spesso in via Paoli a Cagliari, «mi legano a lui; alto, con l’immancabile sigaretta in mano, una persona gentilissima e disponibilissima, ha dimostrato concretamente il suo amore per il simbolo dei Quattro Mori. Nonostante le offerte da parte di facoltosi presidenti di società blasonate, ha preferito rimanere nella sua terra d’adozione e ricambiare integralmente, senza riserve, l’indiscusso affetto conquistato nell’Isola, stabilendovisi definitivamente».
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Gigi Proietti[/caption]
In tutte le sue firme e nelle sue pubblicazioni editoriali di questi anni, Sandru Dessì manifesta sempre una parte della sua personalità e nel suo repertorio vi sono non solo figure di uomini e donne di stretta appartenenza locale. È il caso del popolarissimo attore romano protagonista di “Febbre da Cavallo” e del “Maresciallo Rocca”. «Incontrai Gigi Proietti nel 1995 all’esterno del teatro Brancaccio», prosegue il nostro interlocutore nel raccontarci l’ispirazione per i suoi disegni, «mentre mi trovavo nella Capitale con amici romani; un uomo simpaticissimo, dall’atteggiamento umile e gentile, divertentissimo con una risata contagiosa».
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Paolo Rossi[/caption]
Il ritratto, una delle più antiche forme d’arte, è ancora attualissima. «Con l’agilità della vignetta e attraverso il fumetto», spiega l’autore, «ho cercato di far conoscere ancor meglio l’altissimo profilo artistico, lo spessore umano e la statura politica di personaggi straordinari. Più in generale, per mezzo del segno visivo e nella pittura, con un occhio di riguardo per i sardi, non solo nel perimetro che ci separa dal mare, quanto nel più ampio panorama internazionale - penso e ad esempio penso alla figura di Emilio Lussu, Antonio Gramsci, Grazia Deledda - vorrei anche poter comunicare e condividere col pubblico la bellezza e la profondità della nostra cultura».
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Stefano D'Orazio[/caption]
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