Sanluri, gli studenti del Vignarelli a lezione di arbitraggio


di Fabiola Corona
Gli studenti del Vignarelli di Sanluri a lezione per diventare arbitri. È tanto l’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia del corso organizzato nella scuola in collaborazione con l’associazione italiana arbitri di Oristano: più di trenta studenti hanno già aderito alle trenta ore di lezione interattive, durante le quali conosceranno le regole del gioco del calcio e impareranno ad arbitrare una partita. «Cerchiamo di portare i corsi nelle scuole perché è un modo divertente per fare sport e per far conoscere le regole ai ragazzi - così Roberto Pinna, socio dell’Aia Oristano e promotore del progetto assieme al docente di educazione fisica Paolo Cau - Il nostro obiettivo come associazione è quello di far conoscere la nostra attività e il nostro divertimento a più ragazzi possibile; cerchiamo di far fare l’arbitro perché lo troviamo un modo piacevole e divertente di fare sport». Il progetto, organizzato dalla scuola guidata dalla dirigente Romina di Nardi, fa parte delle attività previste nell’ambito del PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento che hanno sostituito l’alternanza scuola-lavoro) e permetterà agli studenti di accedere all’esame finale con il superamento del quale diventeranno arbitri a tutti gli effetti. «Il corso nazionale per arbitro di calcio è aperto ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 40 anni e grazie all’istituto Vignarelli abbiamo la possibilità di svolgere le lezioni delle 17 regole del gioco del calcio direttamente a scuola in orario pomeridiano - spiega Riccardo Loi, presidente della sezione Aia di Oristano - Le lezioni si terranno una volta alla settimana grazie ai nostri associati che verranno qui a fare la lezione per circa un mese e mezzo, due. Al termine del corso, agli studenti saranno riconosciute le ore del pcto e gli verrà data la possibilità di sostenere un esame, a seguito del quale se sperato diventeranno ufficialmente arbitri di calcio, potendo dirigere gare ufficiali giovanili delle Figc. Noi sproniamo molto i ragazzi a partecipare perché è una bellissima esperienza a livello sportivo, a livello umano e civico e puntiamo molto sul rispetto delle regole in campo ma anche delle regole di tutti i giorni, al di fuori dalla scuola».  

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