Sanluri, il Museo Storico Etnografico dei padri Cappuccini gestito dal Comune


di Fabiola Corona
  È stato inaugurato il Museo Storico Etnografico dei padri Cappuccini, che si aggiunge così all’offerta culturale museale sanlurese, insieme al Castello e al Museo del Pane. Il museo nasce alla fine degli anni settanta e accoglie oltre agli arredi sacri e alle ricostruzioni delle attività passate dei conventi, una ricca collezione di reperti archeologici, di cui i più antichi risalenti al Neolitico. Si compone di tre sezioni. La prima, la più preziosa, è quella dedicata agli arredi sacri: gli oggetti, i paramenti, i quadri e i reliquiari che raccontano la storia dell'insediamento dei Frati Cappuccini in Sardegna. La seconda è una sezione tipicamente etnografica nella quale sono esposti gli oggetti che i frati e gli abitanti del territorio usavano nelle attività quotidiane. Tra questi meritano attenzione quelli che riportano all'orologeria, di cui erano maestri, la farmacia, e la falegnameria. La terza è costituita da una raccolta di reperti archeologici, litici, ceramici e metallici riferibili a un arco temporale che va dalle fasi finali del Neolitico all'Alto Medioevo. «La parte più originale è la sezione degli arredi sacri, una delle più belle in tutta la Sardegna», così l’assessore alla Cultura Antonella Pilloni, «Molto vasto anche il repertorio della sezione etnografica, legato alla vita del borgo e agli antichi mestieri e costruito grazie alle donazioni di famiglie locali». [caption id="attachment_106960" align="alignleft" width="298"] Alberto Urpi[/caption] Il museo entra ora, con la nuova gestione comunale, nel circuito delle visite guidate insieme al Castello e al Museo del Pane, con un biglietto unico di 10 euro, ma sarà possibile visitarlo anche singolarmente al costo di 4 euro. «Dopo un lungo iter, il Comune avvia la gestione integrata del Museo dei Cappuccini con gli atri musei cittadini - spiega il sindaco Alberto Urpi - Stiamo facendo un importante lavoro di recupero e di valorizzazione dell’offerta museale per due motivi principali: non perdere il nostro patrimonio storico-culturale e promuoverlo in chiave turistica».

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