Sant'Antonio: la processione la devozione di un territorio


La processione. Migliaia le presenze dei fedeli sia alla partenza del Santo sia all’arrivo che avviene a tarda serata dopo la consueta sosta pranzo a Mattianni.
Sant'Antonio: la processione la devozione di un territorio

La processione.
Migliaia le presenze dei fedeli sia alla partenza del Santo sia all’arrivo che avviene a tarda serata dopo la consueta sosta pranzo a Mattianni. La stessa situazione si verifica il martedì quando “Antoni de Padua Santu” percorre il cammino inverso per far rientro alla sua alla Chiesa parrocchiale di San Sebastiano, sua dimora abituale. Due interi paesi quello di Arbus e quello di Guspini oltre a numerosi fedeli provenienti dal vicino hinterland, si riversano festanti in strada inghiottendo in un bagno di folla l’antico cocchio di origine ottocentesca di colore bianco evidenziato da particolari ornamenti giallo oro e ulteriormente impreziosito e abbellito da gigli e garofani bianchi. Il cocchio, “Su coggiu”, è trainato, come antichissima tradizione vuole, da un gioco di buoi all’interno del quale è posizionata ben visibile la statua del Santo.
La tradizione raggiunge il massimo della sua magnificenza e fascino quando la statua del Santo, dopo la messa, viene collocata all’interno del cocchio e muove i primi passi verso la lontana destinazione accompagnata dai fedeli lungo i trentaquattro kilometri del percorso con la recita dell’ ”Ave Maria in sardo”.

 

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