In occasione della 370ª Festa di Sant’Efisio, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha sottolineato il valore identitario e collettivo della ricorrenza, che coincide con la Festa dei Lavoratori.
Nel giorno in cui il capoluogo diventa simbolicamente il punto di incontro dell’isola: «Oggi Cagliari diventa il luogo in cui tutta la Sardegna si riconosce. La festa di Sant’Efisio tiene insieme comunità diverse e le riporta a un gesto collettivo che parla di identità e appartenenza», ha dichiarato la presidente Alessandra Todde, sottolineando la dimensione unitaria della celebrazione.
Todde ha poi richiamato il contesto attuale, segnato da instabilità e cambiamenti, indicando nella festa un riferimento stabile per la comunità. «In un tempo segnato da cambiamenti continui e da tensioni che attraversano il mondo, questa festa restituisce un punto fermo. La capacità di stare insieme, di riconoscersi, di sostenersi».
Il riferimento al Primo Maggio introduce il tema del lavoro e delle difficoltà sociali ancora diffuse: «Il mio pensiero va alle lavoratrici e ai lavoratori che vivono condizioni difficili, a chi è precario, a chi vede ridursi il proprio salario e fatica a immaginare il futuro».
Un passaggio è stato dedicato anche al comparto zootecnico, con un messaggio di vicinanza agli allevatori colpiti dalla dermatite nodulare: «Oggi Sant’Efisio viene portato a mano anche per loro. È un segno di rispetto e di vicinanza. Nessuno deve restare solo».
In chiusura, la presidente ha ribadito l’impegno della Regione nel creare condizioni concrete per il futuro dell’isola, puntando su sviluppo e opportunità. «Il diritto a restare in Sardegna si costruisce creando opportunità, con investimenti nei settori in cui possiamo crescere, con formazione adeguata, con progetti che diano ai giovani la possibilità di scegliere questa terra».
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