di Gian Luigi Pittau
Foto di Andrea Marrocu
A Sardara non ci sono solo le Terme. Ecco perché in particolare il sindaco Giorgio Zucca e l’assessore alla cultura Antonio Mameli vogliono valorizzare il ricco patrimonio storico, culturale e archeologico del Comune e in particolare il Castello di Monreale per il quale è previsto un finanziamento regionale di 100mila euro all’interno del progetto “Castello di Monreale, una luce sui Campidani”.
Quest’intervento prevede la realizzazione di diverse opere di rinnovo tecnologico e valorizzazione del Castello di Monreale. Il focus progettuale riguarda le attività destinate a rendere fruibile il Castello per tutta la durata del giorno e durante l’intero corso dell’anno. «Per tale ragione - afferma Giorgio Zucca - abbiamo proposto un intervento di posa del sistema di illuminazione del centro nevralgico e maggiormente caratterizzante del Castello di Monreale, ossia il mastio e il relativo percorso che collega lo stesso Castello all’omonimo Borgo, distante circa un centinaio di metri. Nello specifico, l’adeguamento del sistema di illuminazione sarà condotto sulla linea dell’efficientamento energetico degli impianti attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie e nel pieno rispetto dell’ecosistema paesaggistico. In tal senso, si prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico di piccole dimensioni, dotato di batterie di accumulo, ed un impianto di illuminazione led più efficiente dal punto di vista energetico, con una durata maggiore e più sostenibile. In aggiunta, la scelta di elementi a LED permette di abbattere l’inquinamento luminoso, non saturando così l’ambiente. Inoltre, la disponibilità di energia elettrica renderà possibile l’installazione dell’impianto di videosorveglianza, funzionale alle attività di monitoraggio dell’intera area archeologica e dei relativi accessi».
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Sardara, castello Monreale dall'alto[/caption]
L’intervento ha per obiettivo la salvaguardia del patrimonio costituito dal Castello di Monreale, frutto di oltre trent’anni di scavi e interventi, e la messa a disposizione del bene storico e monumentale in oggetto anche durante le ore serali della giornata, in tutti i periodi dell’anno. «La possibilità di accedere al Castello in misura maggiore rispetto al passato - spiega l’assessore alla cultura Antonio Mameli - permetterà l’organizzazione di eventi musicali e di altro genere artistico e culturale anche nelle ore notturne e, in particolare, durante la stagione estiva. La sua vicinanza alle Terme di Sardara (circa due chilometri) rende il Castello meta privilegiata di visitatori e turisti, in tutti i mesi dell’anno. Questo elemento gioca un ruolo fondamentale nell’ottica del supporto al sistema culturale del territorio. La puntuale valorizzazione del bene del Castello, se integrata al comparto turistico e ai percorsi già presenti nell’area, può risultare determinante nella riqualificazione dello spazio destinato alla cultura e delle opportunità turistiche offerte dal territorio».
Si prevede una gestione del bene che permetta una migliore fruizione del parco archeologico. La gestione dell’area è già inserita nel contratto di gestione dei beni culturali e archeologici in essere tra il Comune di Sardara e la Cooperativa ‘Villa Abbas’, costituita e finanziata ai sensi della Legge regionale 28/84 ed è composta da otto figure professionali, oltre al curatore del Museo Archeologico di Sardara.
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