Una natura ancora incontaminata, centinaia di piccoli borghi dove la qualità della vita è rimasta quella di una volta, ampi spazi e un importante patrimonio culturale , storico, naturalistico ed enogastronomico per certi versi ancora poco conosciuto. Con queste peculiarità la Sardegna rappresenta nella Fase 2 di ripartenza meta ideale, da cogliere e da aggiungere all’ immagine fortemente stereotipata di un’offerta tuttora concentrata su spiagge assolate e mare cristallino. L’imput arriva da CNA che attraverso un elaborato dossier propone una serie di suggerimenti allo scopo di intercettare nuovi target e nuovi flussi turistici in particolare quelli internazionali meno stagionali. Occorre dunque potenziare e diversificare in quantità e qualità, destagionalizzare il flusso turistico superando l’attuale offerta anche se la stessa rimane di grande qualità. Circa il 30% dei turisti che provengono dai paesi europei, scelgono una vacanza più tranquilla che privilegia l’arte, la storia e l’enogastronomia. Gli arrivi in continua crescita negli ultimi anni in Sardegna sfiorano i due milioni mentre i pernottamenti raggiungono i 13 milioni e una spesa complessiva che sfiora il miliardo e mezzo di euro. Il che equivale a un buon 4% dell’intero Pil regionale
. La Sardegna con i suoi 290 siti censiti, molti dei quali dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, tra musei, siti archeologici, aree monumentali è all’ ottavo posto tra le regioni italiane per offerta storico-culturale e la prima regione del mezzogiorno. Abbastanza ricorda CNA per tentare un ulteriore salto di qualità verso una offerta turistica che valorizzi anche questo enorme patrimonio di cui dispone l’isola per certi versi ancora sconosciuto.
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