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>Questa è la storia recente, molto recente, di un gruppo di ragazzi e ragazze che, da diverso tempo, coltivavano una passione che si chiama pallavolo. Questa storia inizia a gennaio 2017 quando ad un componente di questo gruppo di appassionati viene un idea. Una folle idea, quella di raggruppare un gruppo di amici, cui piace giocare a pallavolo, per cercare di costruire un qualcosa di non ben definito. Riuscimmo a raggruppare diverse persone, per formare una squadra ne servivano come minimo sei. C’è chi ha poco più di trent’anni, accanto chi ha già superato i cinquanta, accanto ancora chi dice che non ha mai giocato una partita intera, un altro con un braccio mezzo bloccato. Un gruppo a dir poco variegato, ma con quel mix di follia che ci ha consentito di fare il primo passo. Dopo aver capito che eravamo almeno in sei, si è presentato subito un problema a dir poco insormontabile.

Dove giocare? Non avevamo una palestra, in pieno Gennaio siamo diventati subito consapevoli che nessuno ce la potesse dare in concessione e poi a chi? A un gruppo di persone che non sapeva neanche come si chiamava o cosa voleva fare. Il progetto nostro è stato chiaro da subito, tanto folle quanto semplice, volevamo divertirci non chiedevamo altro. E cosi cominciammo a contattare amici da diversi paesi, per organizzare con questa nuova squadra, se cosi ci potevano definire, delle partitelle amichevoli per divertirci e condividere la nostra passione. Cominciammo a macinare chilometri, cominciammo a mettere in moto qualcosa di concreto. Prima amichevole con gli amici del Serrenti, poi andammo a San Sperate, poi Suelli, poi diverse altre volte nuovamente a Serrenti, continuammo con Sardara, Collinas, e ci siamo spinti sino a Mogoro. Alla fine dei campionati ufficiali, a maggio, forse avevamo giocato un numero di partite pari a quelle di un campionato. Senza mai iscriverci a un campionato senza avere una palestra dove allenarci, ma almeno avevamo trovato un nome alla squadra; SaSe. La stagione ufficiale era finita. Dentro le palestre ormai non ci andava quasi più nessuno e noi, dopo un numero alto di amichevoli, ci ritrovammo sempre in strada e con l’estate alle porte, non avevamo più neanche la prospettiva di giocar qualche amichevole in palestra. Nel mondo pallavolistico del medio campidano inizia a girare la voce che c’è una squadra (sempre se cosi possiamo chiamarla) nuova. Per una concomitanza di fatti astrali la voce arriva sino a Cagliari dove la Libertas sta organizzando una coppa Italia B a livello provinciale e dà la possibilità anche a squadre esterne che non hanno partecipato ai suoi campionati di partecipare. Veniamo invitati a partecipare, non ci credevamo neanche noi. Abbiamo subito chiesto un sostegno perché non avevamo neanche le maglie dello stesso colore e grazie a Musa ceramiche e lo studio AZ ci siamo potuti presentare con dei bei completini a questa per noi grandissima competizione. Man mano che giocavamo cresceva in noi sempre più un’armonia, sempre più forte e siamo arrivati, con nostro stupore, sino alla finale provinciale. La cosa bella del nostro gruppo era l’incoscienza e il non dover mostrare nulla a nessuno perché era straordinario già essere lì. Quella finale l’abbiamo vinta, non credevamo a noi stessi. Rimanemmo stupiti e increduli quando alzammo quella coppa. Il responsabile della Libertas, dopo averci premiato ci disse: adesso vincendo la coppa provinciale B accedete di diritto alle finali regionali B. Le finali regionali si disputarono qualche settimana dopo sempre a Cagliari, era un triangolare. Andammo con la solita nostra spensieratezza di chi non deve dimostrare niente e non deve raggiungere nessun obiettivo predefinito. Lo giocammo concentratissimi quel triangolare, ma sempre col sorriso in faccia. Forse è stata quella l’arma che ci ha fatto sollevare anche quella coppa. Primiiiiii, campioni regionali Libertas B. Siamo rimasti tutti contenti della vittoria, quella che abbiamo portato avanti sin dalla prima amichevole, non la coppa ma lo stare assieme e divertirci, il far giocare sempre tutti, perché il singolo fenomeno nella pallavolo non vince la partita (e poi noi non abbiamo fenomeni comunque), la partita la vince sempre il gruppo, la partita la gioca sempre il gruppo nel bene e nel male.

Noi siamo la SaSe semplicemente un gruppo di appassionati, non dei giocatori professionisti, che vuole divertirsi, coinvolgere e condividere con altre persone la passione della pallavolo. E per questo che quest’anno abbiamo fatto richiesta ufficiale al comune di Samassi per avere in concessione la palestra dove poterci allenare e dare la possibilità anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta a questo sport di poterlo sperimentare nel nostro paese. Il nostro sogno sarà quello di partecipare ad un campionato amatori organizzato dalla Libertas qui nel medio campidano. A volte perchè un sogno si possa realizzare basta crederci veramente, aprire gli occhi e continuare a sognare.
Samon Medda© Riproduzione riservata