Scuola: la campanella suonerà il 22 settembre?


di Maurizio Onidi
Inizierà il 22 settembre prossimo l’anno scolastico 2020/2021 per tutte le scuole in Sardegna a differenza della maggior parte delle altre regioni italiane che partiranno il 14 settembre. È quanto ha stabilito la giunta regionale che ha anche previsto la data del 12 giugno per la fine dell'anno scolastico di tutti gli ordini e grado d’istruzione, fatta eccezione per le scuole dell’infanzia per le quali la fine delle lezioni è prevista per il 30 giugno. L'esigenza di posticipare di una settimana l'apertura delle scuole nell'isola, a detta del competente assessorato della giunta Solinas nasce da tre considerazioni: offrire qualche giornata in più per le attività di recupero dei contenuti che prenderanno il via il primo settembre; permettere l'allungamento della stagione turistica, partita in ritardo a causa della pandemia e infine per consentire, nelle scuole designate,  il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali del 20 e 21 settembre. Compito dell'organizzazione e dell'attuazione delle attività sono in capo agli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. Da tempo si parla di tutta una serie di attività finalizzate al contrasto al Covid-19, da mettere in atto prima della partenza delle lezioni, banchi monoposto, mascherine sì, no forse, misurazione febbre all'ingresso, mancanza di personale docente e Ata, doppi turni e chi più ne ha più ne metta. Allo stato attuale si ha l'impressione che il lavoro da fare sia ancora tanto a detta dei presidi ma soprattutto che il tempo stringe. Un altro argomento connesso alla riapertura delle scuole e che sta facendo molto discutere è quello relativo alle mense scolastiche per le quali si pensa di farla su più turni o con la soluzione dei pasti preconfezionati o addirittura che possa non essere prevista. Tornando nell'isola, vediamo più da vicino come il problema mense scolastiche si presenta nella zona del Medio Campidano e come le imprese del settore si preparano per il nuovo anno scolastico. [caption id="attachment_74249" align="alignleft" width="279"] Franca Caddeu[/caption] Franca Caddeu, titolare della ditta "Da Taty": «La nostra società conta 18 dipendenti e fino allo scorso anno scolastico abbiamo gestito le mense di Siddi, Barumini, Lunamatrona, San Nicolò D'Arcidano, Marrubiu e Teulada. Allo stato attuale non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione né da parte del dirigente scolastico tantomeno dai comuni interessati. Devo evidenziare il fatto che per poter essere sempre al passo con le disposizioni e per garantire standard qualitativi, non dimenticando che stiamo parlando di alimentazione, sono stati fatti importanti investimenti a fronte dei quali non abbiamo ricevuto alcun indennizzo a causa della pandemia. È evidente che, nel caso in cui non venissero confermate, ci saranno importanti ripercussioni in termini occupazionali ed economici anche per l'indotto visto che la quasi totalità dei prodotti utilizzati per il confezionamento dei pasti è produzione locale» Sandra Mereu, presidente cooperativa sociale "Nuova Luna": «La nostra cooperativa conta 35 dipendenti di cui 14 soci e oltre le mense scolastiche di Mogoro, Sardara, Turri, Tuili e Ussaramanna, si occupa di assistenza domiciliare. Dopo il periodo di lockdown che ci ha visti doppiamente penalizzati, molto lentamente stiamo riprendendo l'attività anche se tra mille difficoltà. In questi mesi, delle mense scolastiche si è parlato poco e in modo molto confuso lasciandoci nella più totale incertezza. Non abbiamo ancora notizie su come, quando ma soprattutto se potremo continuare l’attività delle mense scolastiche. Nel malaugurato caso ciò non avvenisse è evidente che saremo costretti a rivedere i nostri progetti futuri e adeguare le risorse umane in base alle nostre esigenze». [caption id="attachment_74250" align="alignleft" width="260"] Flavio Podda[/caption] Flavio Podda, direttore Convivium srl che lo scorso anno scolastico ha gestito le mense di Samassi, Pabillonis, Nuraminis, Ghilarza, Villaputzu, Perdasdefogu, Sant’Anna Arresi, Masainas e Arbus, quest’ultima gestita in Ati con De Gustibus:  «Questa pandemia ha creato seri problemi anche alla nostra attività. La chiusura improvvisa, con i frigoriferi pieni di derrate alimentari, le maestranze e ovviamente lo scenario futuro incerto non ci fanno stare tranquilli. Aldilà di queste considerazioni, personalmente spero che le nuove disposizioni di cui si parla per la riapertura della mense scolastiche non vanifichino tutto quello che di buono è stato fatto in questi anni a livello qualitativo e ambientale grazie anche alla collaborazione con l'Agenzia Laore Sardegna e Asl. Dal punto di vista squisitamente operativo sarebbe opportuno che venisse mantenuto il servizio "pluriporzione" che garantisce un livello qualitativo superiore anche dal punto di vista organolettico e una sensibile riduzione sotto l’aspetto dell’impatto ambientale, per il mancato utilizzo della plastica come evidenziato anche da altre imprese del settore». La continuità nell'erogazione della mensa scolastica, in particolare nella zona del Medio Campidano, consentirebbe ai bambini di proseguire nella realizzazione di quel progetto di educazione alimentare "Satu po imparai" che ha raggiunto elevati indici di gradimento in primis da parte delle famiglie dei ragazzi che utilizzano questo servizio. [caption id="attachment_74254" align="alignleft" width="260"] Francesco Sanna[/caption] "Il nome del progetto "Satu po imparai" che nella sua traduzione letterale significa "andare in campagna per imparare" come ci dichiara Francesco Sanna, agronomo, dirigente Agenzia Laore Sardegna "vuole essere un invito al mondo della scuola a una riscoperta dei saperi e dei sapori del mondo agricolo in chiave didattica e in particolare in forma divertente, dinamica, coinvolgente e con la consapevolezza che l'educazione alimentare e ambientale, la conoscenza e la cultura del nostro mondo rurale può farci rivolgere lo sguardo al futuro con entusiasmo e positività». Il progetto decennale nasce nel 2007 e viene gestito dall'allora Ersat oggi Agenzia Laore Sardegna con il programma operativo "Saperi in Campagna" ma è nell'anno scolastico 2009/2010 che si sviluppa "Satu po imparai" nato dall'incontro tra il mondo della scuola e il mondo rurale rappresentato dalle fattorie didattiche che mira ai ragazzi delle scuole dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado, statali e paritarie del Medio Campidano.  A partire dall'anno scolastico 2010/2011 il progetto si è avvalso anche della preziosa e proficua collaborazione del servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL di Sanluri con l'avvio dell'azione sulle mense scolastiche. Da quel momento pertanto il progetto si è articolato in tre azioni: percorsi didattici, rete fattorie scolastiche e tavolo mense scolastiche. Tanti gli obiettivi del progetto tra i quali spiccano certamente quello di educare le nuove generazioni e le relative famiglie a una corretta alimentazione in un’ottica di filiera corta e quello di far conoscere e promuovere il consumo dei prodotti agroalimentari tipici della Sardegna. "Queste attività a nostro avviso" ribadiscono i realizzatori del progetto "consentono di fare prevenzione sanitaria, educando a una corretta alimentazione e a un consumo consapevole che avvicini le nuove generazioni ai nostri prodotti e alla nostra agricoltura, con ricadute positive per il tessuto economico, sociale e culturale delle aree rurali della Sardegna. Di grande rilevanza è il risultato poiché ottenuto dal lavoro di rete che ha visto la collaborazione alla pari di tutti i soggetti coinvolti che hanno posto al centro il solo e unico "bene comune". Tutto ciò ha generato nei partecipanti entusiasmo e una crescita culturale e sociale di inestimabile valore che fa guardare al futuro con speranza è una rinnovata fiducia.

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