È in crescita l'interesse dei comuni sardi per i servizi gratuiti di accoglienza nelle scuole primarie. Dopo la riapertura dei termini del bando, dal 28 al 31 luglio, le candidature sono passate da 65 a 107 comuni, mentre le richieste di finanziamento sono aumentate da 7 a 11 milioni di euro in appena quattro giorni. La misura consentirà di raggiungere circa 14 mila bambine e bambini.
L'intervento regionale finanzia direttamente i comuni per l'attivazione o il potenziamento dei servizi gratuiti di accoglienza nelle scuole primarie, permettendo ai bambini di essere accolti fino a un'ora prima dell'inizio delle lezioni e di rimanere fino a un'ora dopo la fine dell'attività scolastica, in spazi educativi gestiti da personale qualificato.
Alla luce dell'elevato numero di adesioni, la Regione ha deciso di aumentare le risorse destinate all'iniziativa, portandole a 15 milioni di euro, con uno stanziamento di 5 milioni di euro all'anno per il prossimo triennio, consolidando quella che era nata come una sperimentazione.
«La risposta dei comuni conferma che abbiamo intercettato un bisogno reale delle famiglie e dei territori. L'elevato numero di candidature dimostra quanto i servizi di pre e post scuola rappresentino oggi uno strumento fondamentale per aiutare i genitori a conciliare i tempi di vita e di lavoro e per offrire ai bambini spazi educativi sicuri e di qualità», dichiara l'assessora regionale del lavoro Desirè Manca.
Inoltre, l'assessora spiega il successo dell'iniziativa che ha spinto la Giunta a rafforzare l'intervento, «Di fronte a un risultato così significativo, la nostra scelta è stata chiara: trasformare una sperimentazione in un investimento strutturale. Per questo, già con l'assestamento di bilancio, abbiamo deciso di incrementare le risorse destinate alla misura, portandole a 15 milioni di euro».
«Sono tante le famiglie che ogni mattina cercano di conciliare il lavoro con la cura dei propri figli. Per questo, orgogliosi dei risultati raggiunti, andiamo avanti: sostenere una famiglia significa sostenere un'intera comunità» ribadisce Desirè Manca.
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