Senorbi, Istituto Einaudi: religione, informatica e internet, così si evolve la tecnologia nella scuola


di Antonio Obinu
  È possibile coniugare l’insegnamento della religione con le nuove tecnologie? L’informatica è diventata una competenza trasversale che ormai naviga anche nel vasto mare degli apprendimenti in campo umanistico; l’indagine sull’anima, la riscoperta dei luoghi sacri, l’espressione della spiritualità. Nell’Istituto Einaudi i ragazzi svolgono attività didattica sull’assemblaggio di Mbot, un meccanismo mobile robotico che permette di visualizzare un codice QR il quale a sua volta, per mezzo dell’immagine consente l’accesso ad un video caricato su un canale disponibile in rete. Realizzata dagli alunni, con la supervisione dell’insegnante di religione, l’iniziativa, in gran parte si è svolta durante la didattica a distanza e si è articolata in diverse fasi; dalla scelta delle immagini, alla preparazione dei testi, con il commento audio ottenuto con la sintesi vocale fino alla specifica applicazione sulla macchina durante la quale le singole parti, meccaniche ed elettroniche, sono state assemblate in aula durante la più classica delle ore di religione, pronti per la visita di una sinagoga, di una moschea di una chiesa cristiana, fino al discesa virtuale in un pozzo sacro. Tutto questo è stato possibile con tramite l’adesione dell’Istituto Einaudi al progetto Iscol@ linea B3 - progetto Idea - condotto da esperti del settore, Giulio Lai ed Emanuela Nioi, con i quali si è formato un gruppo di sei docenti dell’Istituto. Sempre nello stesso progetto anche il docente di informatica, in una classe prima di indirizzo per la Sanità e l'Assistenza Sociale, ha proposto una didattica ispirata all’apprendimento cooperativo. «Si tratta di un metodo - dice professor Gigi Sanna - con il quale si cerca di proiettare gli studenti nella risoluzione di piccoli problemi, per permettere loro di trovare facilmente riscontro dei contenuti trattati nella realtà come ad esempio rispondere correttamente ad un quesito ovvero riconoscere la risposta esatta. L'Internet of Things (IoT) - prosegue il docente di informatica - anche noto con il nome di Internet delle cose o Internet degli oggetti, prevede la connessione a Internet con diversi dispositivi; ciò significa che qualsiasi oggetto può comunicare in rete in un insieme di tecnologie: l’identificazione univoca, la tecnologia wireless e un nuovo tipo di intelligenza software».

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