Torna l’incubo del 2018 per gli agricoltori serramannesi. Le abbondanti piogge dei giorni scorsi, specie nelle zone più basse, hanno rovinato una buona parte delle coltivazioni di carciofi. A causa dell’eccesso idrico, per il quale è stata presentata istanza affinché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale, molte piante nel pieno della produzione sono diventate praticamente asfittiche dalla radice e questo significa, di conseguenza, uno stop forzato del taglio per almeno un paio di mesi. Sempre che non ricominci la pioggia.
Il comparto agricolo, già economicamente fragile, risente in modo particolare dello sconvolgimento climatico in atto. Ogni quattro o cinque anni, a quanto pare anche in limitate porzioni di territorio, si ripresentano in forma che desta preoccupazione gli effetti di fenomeni meteorologici estremi. Rispetto alla volta precedente, quando si verificò un evento di entità forte e improvvisa, questa volta l’acqua è caduta, per diversi giorni, in modo abbondante e costante.
Le difficoltà si estendono naturalmente per qualsiasi coltivazione in campo aperto; molti terreni non sono stati seminati e pertanto i tempi canonici dell’annata agraria si spostano verso l’inverno inoltrato, con grave disagio che questo comporta.
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