Una scommessa che coniuga la grande tradizione di famiglia a cui appartiene, con le grandi opportunità del mondo contemporaneo. Fabio Putzolu, quarantenne cresciuto a Serramanna porta un cognome che rimanda alle importanti esperienze ciclistiche in ambito sardo, per diverse generazioni, dalle più lontane segnate dal nome di Antonino fino a quelle più recenti del compianto Dario.
Dopo il liceo ha studiato product design, comunicazione pubblicitaria e fotografia a Milano, dove ha vissuto e lavorato per alcuni anni per importanti agenzie di pubblicità, per poi proseguire nel settore fra diversi capoluoghi italiani e internazionali, Torino, Praga, Vienna, Shanghai e Barcellona, prima di tornate in Sardegna nel 2019.
«Circa otto anni fa - racconta Fabio - con l’intenzione di unire la mia esperienza nel settore del design e la tradizione ciclistica di famiglia ho iniziato a Praga assieme ad altri due soci con il progetto Fabike - esiste anche l’omonimo sito internet per ora solo in inglese ma su cui sto lavorando per la versione italiana - con l’obbiettivo di creare delle biciclette di alta gamma con una spirito di grande innovazione tecnica e design assolutamente riconoscibile. Ad oggi le mie biciclette sono state vendute in più di venti nazioni in tutto il mondo»
Un’esperienza sicuramente interessante e carica di soddisfazioni.
«Assolutamente si; nel 2018 Fabike ha preso parte ad un’importante collaborazione con Seat Cupra, la nuova linea di automobili del gruppo Volkswagen, per la quale ho una serie limitata e molto esclusiva delle mie bici Urban».
Per tanto tempo lontano dalla Sardegna, oggi torna nella sua Serramanna per una nuova esperienza professionale. Come è nata questa decisione?
«Esatto. Circa un anno e mezzo fa ho deciso di tornare in Sardegna e iniziare una nuova avventura, quella di The Byk Hub, con l’intenzione di creare qualcosa di bello e utile per gli amanti della bicicletta sardi e non solo».
Di cosa si tratta?
«L’idea di The Byk Hub è quello di creare un luogo per gli appassionati della bicicletta a 360 gradi. Oggigiorno l’utilizzo della bici è molto di più del semplice uso agonistico e sportivo ma sta diventando un vero e proprio stile di vita. Nelle grandi capitali mondiali si spinge sempre di più all’utilizzo della bici per tutti gli spostamenti quotidiani nell’ottica di una vita più salutare ed ecosostenibile. L’attività del cicloturismo e del ‘bike packing’ (cicloturismo veloce praticato solitamente con la nuova tipologia di bici Gravel - una nuova tipologia di bici ibrida tra la bici da strada classica e la mountainbike, in pratica telaio da strada ma ruote e rapporti da mountainbike - sono sempre più diffusi ed attirano sempre più persone, anche quello che non hanno mai praticato il ciclismo come sport.
Le app e i social media per appassionati della bici, come Strava o Komoot, diventano sempre più affollati e fanno sempre più community intorno a tutto il globo. Da qui l’idea di creare un posto dedicato a tutte queste persone accomunate dalla bicicletta. The Byk Hub quindi non è solo una showroom per Fabike, ma è molto di più: vuole essere una centro di prima assistenza ciclo-meccanica, di vendita ricambi e accessori, ma sopratutto un luogo dove i ciclisti si possono incontrare e scambiare esperienze, opinioni, organizzare uscite, ed entrare in contatto con realtà e modi diversi di vivere la bicicletta».
Una nuova realtà serramannese quindi.
«Certo. The Byk Hub è ora aperto tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19 nella Via Stati Uniti, 20 e il sabato mattina per tutti coloro che avessero bisogno di assistenza tecnica e volessero partecipare spontaneamente ed in maniera proattiva al progetto».
Ma le prospettive sono più ampie.
«Infatti, nelle intenzioni vi è anche quella di organizzare convegni, corsi di aggiornamento, dibattiti e manifestazioni a tema. Ovviamente vista la situazione di crisi dovuta al Covid-19 tutte le attività più ‘social’ sono momentaneamente sospese per seguire le regole e le restrizioni dovute alla pandemia, ma nonostante ciò ho comunque voluto (con molta ‘follia’ secondo alcuni) iniziare quest’avventura».
© Riproduzione riservata