Serrenti, le messe aperte ai fedeli


di Emanuele Corongiu
Centoventi è il numero massimo di persone che potranno partecipare contemporaneamente alle messe. Le regole sono chiare, mascherine obbligatorie e distanziamento sociale. All’ingresso saranno presenti gel disinfettanti e degli operatori che verificheranno il rispetto della massima capienza, per entrare ed uscire si utilizzeranno punti differenti. Si ritorna così alla celebrazione delle messe nella parrocchia e nelle altre chiese di Serrenti. «Finalmente dopo più di due mesi possiamo vivere insieme la celebrazione della Santa Messa», scrive il parroco don Alberto Peddis nel settimanale “Insieme”. Fino a ora tutte le celebrazioni erano avvenute a porte chiuse e vi si poteva partecipare tramite diretta streaming su Facebook. Un passo verso la normalità. Il parroco invita a rispettare tutte le norme igienico sanitario all’interno delle chiese e di non toccare le statue e le reliquie presenti. «Siamo sicuri che i santi conoscono la nostra devozione per loro anche se non manifestata con questi segni esteriori», specifica don Peddis. I banchi verranno igienizzati dopo ogni celebrazione. Mentre una sanificazione generale è già stata eseguita nelle settimane scorse con l’aiuto di alcuni volontari. I posti occupabili saranno visibilmente contrassegnati e anche gli spostamenti dentro l’edificio dovranno essere effettuati rispettando il protocollo sanitario. Piano piano l’emergenza rientra, anche se l’attenzione non deve attenuarsi. La santa messa rappresenta per tante persone, soprattutto anziane, un momento fondamentale. Proprio per loro, le categorie più deboli, è importante attenersi alle direttive. Se si sospetta di essere a rischio, con sintomi di febbre o se si è stati a contatto con persone malate è meglio stare a casa per scongiurare il rischio di nuovi focolai.  

© Riproduzione riservata