La sua originalissima immagine diventa un simbolo di libertà e di radici culturali, unendo Sardegna e Giamaica in un unico linguaggio
Simone Pireddu, conosciuto come Bujumannu, è una figura molto interessante: da un lato artista affermato, voce storica dei Train to Roots, dall’altro impegnato nella valorizzazione della cultura e della lingua sarda. Solo di recente l’ho conosciuto anche in un contesto formativo in quanto compagni nel corso di lingua sarda di Primo livello alla “Casa Corda” di Serrenti e ciò aggiunge una dimensione speciale dell’uomo dal cappello variopinto sui capelli con le treccine: non si distingue solo per le sue passioni per la musica e l’arte, ma anche per la sua militanza culturale e identitaria.
Il suo look richiama la tradizione giamaicana, ma con radici profondamente sarde. La sua partecipazione al corso di lingua sarda tenuto egregiamente dalla maestra Carla Asunis, dimostra quanto creda nella trasmissione e nella difesa delle radici. Per chi lo conosce solo come artista, scoprirlo anche come promotore della cultura sarda è un arricchimento che rafforza il senso di comunità.
Simone, per come l’ho conosciuto, rende chiara l’idea che il territorio non sia solo un luogo fisico, ma una vera e propria risorsa identitaria e culturale. In questo caso, il Medio Campidano diventa il punto di partenza di un artista che porta con sé le radici della sua terra e le intreccia con esperienze internazionali. E quando si intende il “territorio come risorsa” stiamo parlando non solo di paesaggi o prodotti tipici, ma anche di persone come Simone che incarnano e diffondono valori, tradizioni e creatività. Simone, parte da Serramanna con un cappello della tradizione giamaicana ben saldo in testa, come un piccolo manifesto di libertà. Attraversa il mondo con grande rispetto, ascolta, osserva, si lascia contaminare. E ovunque vada costruisce ponti culturali, intrecciando storie, suoni e identità diverse.
Tenendo fede alla sua missione, prossimamente dopo le sue fruttuose esperienze artistiche in Venezuela, la sua prossima tappa sarà il Messico, segno di un percorso che porta la Sardegna oltre i confini. Anche il pubblico messicano si accorgerà che Bujumannu non passa inosservato perché ha fatto del suo look col capello posizionato a modo suo sulla testa un’estensione della sua musica e della sua identità: ogni dettaglio visivo diventa parte del racconto che porta sul palco, unendo estetica e suono in un’unica vibrazione. Al rientro dal Messico racconteremo ancora delle sue originali esperienze internazionali che avranno arricchito la sua visione del mondo.
© Riproduzione riservata