A Serrenti, in località Monti Crastu, è stato realizzato un giardino. Ognuno ha un’idea, più o meno chiara del giardino che vorrebbe. Ma quando si mette piede nella piccola oasi serrentese si possono notare, a prima vista, una serie di alberi e di cespugli locali. L’essenzialità delle varie forme di vita vegetale è visibile anche agli occhi dei profani. Il giardino di cui vi parlo, per le sue molteplici particolarità, è annoverabile, senza che ci sia stata un’istituzione a decretarlo, ad un piccolo Parco di campagna. [caption id="attachment_76200" align="alignleft" width="542"]
Angelo Lisci[/caption]
L’idea è stata di Angelo Lisci, un laborioso personaggio di Serrenti, che negli ultimi quattro lustri, ci ha messo l’anima per creare uno degli elementi di maggior pregio dell’agro serrentese, non utilizzato per scopi agricoli.
Angelo col suo esempio, da uomo ricco di autostima, che ben conosce se stesso, i propri limiti e le proprie qualità, si è preso cura di quel pezzo di terra, per risanarlo esteriormente a suo piacimento. Quando parla della sua creatura non esita a dire: “dopo anni di duro lavoro ci sono riuscito”.
In un mondo frenetico è difficile trovare un uomo che si dedichi, spendendo di tasca sua, con tanta passione al risanamento ambientale senza aspirare ad un tornaconto economico personale. Le sue parole lo testimoniano: “vivere ogni giorno senza soldi, sapendo che quei pochi che ho li spendo qui, per me non è una rinuncia, è una liberazione che mi fa sentire bene.
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I mulloni realizzati da Angeli Lisci[/caption]
Col suo esempio, Angelo, invoglia ad amare la natura tutti coloro che l’avvicinano per assistere ai suoi ragionamenti botanici. Con le sue articolate meditazioni persuade, con una certa dose di umorismo, anche le persone perplesse per le soluzioni di rinaturalizzazione che ha adottato per un sito degradato dalle cariche esplosive.
Le sue originali teorie deduttive sul sottosuolo, sulla fauna e sulla flora, e sulla descrizione di Anna Trutiri, mettono di buonumore i suoi interlocutori. Su Anna Trutiri ci rimarrebbe giorni a descrivere questa donna eletta a simbolo della miseria. I suoi discorsi estemporanei, arricchiti da immaginazioni sovrannaturali, che sfiorano le malinconie giovanili, spesso, sono uno spasso da ascoltare.
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Storni[/caption]
Nella stagione invernale, al calar della sera, in questa piccola oasi di Monti Crastu, è possibile osservare la danza degli storni che con le loro sincronizzate evoluzioni disegnano il cielo, su e giù, cambiando ripetutamente figure e direzioni in un batter d’occhio; e ad ogni calar del sole una solitaria poiana che cerca il suo riparo notturno.
Osservare l’etologia dei suddetti volatili, con Angelo che dà le sue spiegazioni, non ha prezzo. Si percepisce con semplicità l’idea di una ecologia che non sciupa la campagna ma la rende ancora più accogliente per le persone e per gli animali selvatici.
In natura, ogni elemento ha sempre un suo fine per esistere, pertanto, checché se ne dica, afferma Angelo, “anche le zanzare hanno una loro funzione nell’ecosistema”. Per questa ragione, il nostro amico, ha riservato una zona umida tutta per loro. I maschi di zanzara sono infatti degli impollinatori (come le api), si nutrono esclusivamente di sostanze zuccherine e nella loro continua ricerca di cibo contribuiscono all'impollinazione delle piante permettendo così lo sviluppo dei frutti.
In sintonia con i sardi che delimitavano i confini delle loro proprietà terriere ha realizzato dei piccoli mulloni in diverse parti del parco chiamandoli acchiappa pensieri.
Con le sue dottrine Angelo trasmette valori forti, apre orizzonti di cambiamento, consiglia di cogliere le opportunità che il Territorio può far rifiorire anche dalle piccole cose. Non si può pensare ad Angelo senza pensare al suo impegno nel tirare su il suo Parco. Sincero e schietto sempre. Coerente come pochi.
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