Siddi, Maria Itria Paulis e il suo libro autobiografico da imprenditrice di successo


di Simone Muscas
Si chiama Maria Itria Paulis, ha 82 anni, è la fondatrice dell’azienda “Zafferano e spezie di Sardegna” con sede a Turri e altre sedi dislocate in tutta la Sardegna: una figura di successo diventata un simbolo di imprenditorialità femminile in Marmilla. Di recente ha pubblicato il suo libro dal titolo Maria Itria, dalle origini a imprenditrice coraggiosa” con una copertina anche dal lato opposto dove vengono raccolte tante ricette tipiche del territorio con prodotti della sua azienda. Un racconto intenso e autentico che ripercorre la sua vita e le sue scelte. La presentazione ufficiale del volume si terrà nel mese di dicembre a Barumini, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo punto di produzione dell’azienda: tuttavia, nel corso dei tre fine settimana a partire dal 1° novembre che coinvolgerà i comuni di San Gavino, Turri e Villanovafranca per la sagra “Festival delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2025”, sarà possibile godere di un’anteprima della presentazione del testo. «Sono nata nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Non avevo giocattoli, ma giocavo con gli animali della mia famiglia», scrive nel suo libro. Una frase semplice, che racchiude l’essenza di un’infanzia umile, ma serena. La famiglia non navigava nella ricchezza, ma proprio nella povertà Maria Itria ha imparato il valore del sacrificio, il rispetto per il lavoro e la dignità delle piccole cose. Gli anni della scuola elementare furono anche quelli delle prime delusioni, che però non la piegarono. «La mia maestra - racconta - aveva molta attenzione verso le bambine provenienti da famiglie agiate, mentre trascurava quelle come me più povere. In quegli anni, purtroppo, succedeva anche questo». Una condizione non congeniale che però, pur piccola, le diede il coraggio di riscattarsi: questo avvenne quando la scuola bandì un concorso di disegno con in palio un’enciclopedia. Vinse lei, tra lo stupore della stessa insegnante che cercò di dissuadere la famiglia dal ritirare il premio per via di una piccola quota da pagare. Il padre, orgoglioso, la pagò comunque: quel gesto divenne per Maria Itria la prima, grande lezione di fiducia in sé stessa. Da Turri a Roma, passando per la Sardegna: la sua vita è stata un viaggio costante verso l’indipendenza. Dopo le scuole medie e un percorso da segretaria d’azienda nella Capitale, riuscì a conquistare un impiego stabile in una realtà produttiva in Marmilla per tanti anni, quando, negli anni ’90, decise di licenziarsi per dedicarsi alla famiglia e ai tre figli che stavano crescendo. Fu allora che nacque l’intuizione: coltivare un piccolo terreno di famiglia con lo zafferano. «Per me lo zafferano è sempre stato un profumo familiare: quando ero bambina lo usavamo spesso» racconta. Nel 1994 piantò i primi bulbi, e l’anno successivo nacque ufficialmente l’azienda “Itria”, di cui l’azienda conserva, proprio con quel nome, il marchio. In trent’anni, quella scommessa si è trasformata in una realtà riconosciuta, con una filiera che produce non solo zafferano, ma anche spezie, pasta e liquori come il mirto. I suoi prodotti sono arrivati oltre i confini italiani, rappresentando la Sardegna in numerose fiere e manifestazioni di settore. Oggi i tre figli proseguono la sua opera, mantenendo viva la filosofia che ha guidato la madre: «Ogni mia scommessa - riflette Maria Itria - l’ho sempre immaginata come già vinta, anche quando era solo un pensiero». Per lei il segreto del successo è semplice: il coraggio di non arrendersi mai e soprattutto l’unione della famiglia. È quella forza condivisa che ha tenuto in piedi l’azienda, sostenuto i momenti difficili e reso possibili i traguardi più grandi. Oggi Maria Itria guarda al suo percorso con serenità e gratitudine: «Tutto quello che ho costruito non l’ho fatto da sola. Senza la mia famiglia, niente di tutto questo sarebbe esistito», conclude. La sua storia è un esempio da trasmettere ai più giovani, magari anche nelle scuole, per ricordare che anche in un territorio spesso considerato difficile per fare impresa possono nascere grandi opportunità. Come scrive nel suo libro, tutto parte da un’idea e dal coraggio di crederci davvero: immaginare un sogno come se fosse già realtà è il primo passo per trasformarlo in qualcosa di concreto. Un inno alla positività e al coraggio, in un’epoca dove, oggi più di ieri, si ha sempre più bisogno di esempi positivi da seguire.

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