"In relazione ai fatti verificatisi lunedì 6 novembre, a seguito dei quali un insegnante del Sud Sardegna è stato aggredito nei locali scolastici, la Flc Cgil della Sardegna Sud Occidentale sente di esprimere il proprio profondo sconcerto" si legge nel comunicato a firma di Silvia Messori, segretaria generale dell'organizzazione sindacale "Al di là delle motivazioni che hanno scatenato la violenta reazione del padre di un alunno minorenne, il gravissimo episodio non è giustificabile da nessun argomento e mette in evidenza il momento buio vissuto dalla scuola italiana in generale e sarda in particolare. Le politiche di tagli continui, mascherate da riforme didattiche o da equilibrate razionalizzazioni, hanno solo determinato un progressivo depauperamento dell’istruzione pubblica e una risposta alle esigenze dei territori che è sempre più inadeguata. La FLC SSO esprime piena solidarietà al docente e alla comunità educante dell’Istituto e constata tristemente come la mancanza di investimenti strutturali e i piani di soppressione delle autonomie scolastiche abbiano reso un territorio già in crisi dal punto di vista economico, più povero culturalmente e socialmente. L’auspicio è che fatti di questo tipo ispirino riflessioni più profonde sul futuro della scuola pubblica, sulla mancanza cronica di personale scolastico, sullo svilimento costante del ruolo svolto dai lavoratori della conoscenza".