Stressiamo il software, non noi stessi


di Giovanni Angelo Pinna
Quante volte al termine della giornata abbiamo sentito o, forse ancor più spesso, pronunciato le tanto famose parole “sono stressato”? La testa scoppia, i livelli di ansia e panico salgono, la “pressione del momento” spinge a credere “non ce la farò” e affermare “ho bisogno di staccare la spina”. Per prevenire questi problemi è sicuramente condiviso il parere che, prima di tutto, bisogna partire dalla base e capire quale sia la causa di questo disagio. Affrontare subito il problema finale, senza capirne le origini, certamente non giova né permetterà, nel futuro, di evitarlo perché, il problema, potrà ripresentarsi con altre cause. Concentrandoci esclusivamente sotto l’aspetto lavorativo, ma potendo poi proiettare questa “tecnica” anche sulla quotidianità senza troppe difficoltà, un software può rappresentare l’aiuto maggiormente efficace che libera la persona, il team o l’intera azienda da quel sovraccarico di dati e attività che, come spesso si sente, portano a concludere la giornata carichi di stress. Organizzare la giornata senza sovraccarichi, gestire in modo ottimale il carico di lavoro e gli impegni, definire obbiettivi sono attività che, senza ombra di dubbio, evitano quell’accumulo di stress. L’arma migliore che tutti noi possiamo usare, da subito, una volta compreso il problema, è proprio quella dell’organizzazione. La precisione metodica, la programmazione operativa dei carichi giocano, infatti, un ruolo fondamentale nel perseguimento di quella tanto famosa “efficacia aziendale”. Esistono varie tipologie di software che svolgono proprio questo compito, dai più semplici e specifici ai più completi e, a livello di logica, più complessi. Grazie a queste tecnologie, richiedendo alla persona il solo inserimento di poche informazioni, è possibile ottimizzare al meglio il carico di lavoro di ogni singolo individuo senza “stressarlo”. Tecnologie tutte in grado di: predire e ridistribuire i carichi per periodi tempo più o meno lunghi organizzandoli per settore e sulle effettive risorse disponibili, organizzare calendari di produzione per ciascun settore coinvolto rimuovendo qualsiasi forma di vizio, effettuare il così detto “planning” (pianificazione) incrociato di competenze e personale, anche in base alle loro disponibilità, programmazione dei vari impieghi (sia personali che quelli strumentali), sincronizzare e aggiornare automaticamente i dati (quindi i compiti) sulle possibili variazioni, correzioni, integrazioni o eliminazioni in corso d’opera. Sarà il software che, basato su queste sue capacità appena elencate, si occuperà di ottimizzare i tempi e risorse, le scadenze, le assegnazioni dei compiti lasciando che il personale si concentri su quelle che sono le attività a loro assegnate senza altre distrazioni. Sarà il software a effettuare tutte quelle attività rendendole precise e ragionate restituendo piani di lavoro e calendari razionali e, soprattutto, efficienti.

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