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>C’erano una volta 5 vele e bandiere blu, inconfondibile riconoscimento che certificava le grandi valenze ambientali e naturalistiche del litorale arburese. Da qualche anno silenzio assordante! Niente Piscinas con il suo sistema dunale più esteso d’Europa e neppure Scivu e la sua oasi naturalistica del WWF recentemente istituita. Strano ma vero! Goletta Verde alla quale attraverso una minuziosa e attenta navigazione è demandato il compito di stilare annualmente l’importante classifica da troppo tempo gira al largo del compendio Costa Verde. Per entrare nell’esclusivo club delle località meritevoli di attenzione e quindi di citazione, status che garantisce poi fortissimi ritorni pubblicitari e di immagine, a quanto pare occorre ben altro. Non solo acque pulite e paesaggi mozzafiato ma anche servizi e infrastrutture. Le prime e ultime apparizioni nella hit parade nazionale delle località marine e lacustri più belle e maggiormente tutelate e preservate risalgono al 2002 e 2006 quando Goletta Verde riconobbe le 5 vele alle bianche dune di Piscinas e classificò il vasto compendio al terzo posto assoluto a livello nazionale. Poi nulla più, black-out più assoluto. Ad Arbus ci si interroga su questo ambientalismo a intermittenza sempre pronto ad ingaggiare pesantissime battaglie ideologiche al minimo tentativo di spostare un semplice granello di sabbia, spesso e volentieri assente invece quando si tratta di restituire giusta visibilità ad un territorio praticamente sacrificato non si sa bene a quali interessi. Due pesi, due misure. Premessa a un’attualità che ferisce non poco il nostro territorio ancora una volta finito nel dimenticatoio. Legambiente e Touring Club Italiano hanno infatti presentato qualche giorno fa “Il mare più bello”, la nuova Guida Blu, il meglio del mare e dei laghi in Italia assegnando le ambitissime 5 vele a 19 località marine e 7 lacustri. La Sardegna come avviene ormai da qualche anno si conferma superstar con ben cinque località premiate che sono nell’ordine Chia nel comune di Domus de Maria vincitrice assoluta nella graduatoria nazionale, Posada, Bosa, Baunei e Santa Teresa di Gallura. Luoghi che garantiscono una vacanza indimenticabile che riescono a sopravvivere alla crisi attraverso un prodotto di qualità che non conosce flessioni. Quasi in contemporanea anche FEE (Foundation Environmental Education/Fondazione Educazione Ambientale) ha stilato e assegnato attraverso il programma denominato Bandiera Blu 2016 il riconoscimento ad una trentina di località balneari italiane, undici in Sardegna, tra le quali Torregrande di Oristano, quella geograficamente a noi più vicina. Nessuna nomination ne riconoscimento invece per le località del litorale arburese che appare timidamente solo al terzo posto nella classifica dei comprensori turistici nazionali sotto le mentite spoglie di Sinis - Arburese. La domanda a questo punto sorge spontanea: possibile che una guida che punta a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate ricche di biodiversità, spiagge deserte o poco affollate, luoghi e angoli incantevoli, feste e tradizioni ancora vive non abbia trovato un pur minimo spazio dove collocare due autentiche perle come Piscinas e Scivu? Si impongono vincoli talvolta anche in modo piuttosto fondamentalista poi le stesse associazioni che questi vincoli chiedono, pretendono e impongono, spesso e volentieri anche con la complicità di una classe politica miope e accondiscendente, stilano e pubblicano classifiche come la Guida Blu dove vengono categoricamente smentite le loro stesse filosofie. La classifica 2016, come del resto quella dello scorso anno, fa storcere il naso e potrebbe essere letta come un inno al carico antropico e alla cementificazione sul litorale. Come dire parlare bene e razzolare male. Un esempio? Castiglione della Pescaia località maremmana in provincia di Grosseto paese nel periodo invernale di 7.500 anime riesce a portare a casa durante tutto il periodo estivo oltre un milione e trecentomila presenze. E così anche per altre località, moltissime nel Salento dove il comparto turistico - ricettivo ha raggiunto standard quasi simili alla riviera romagnola ma anche Pollica in provincia di Salerno o Otranto in provincia di Lecce. Tutte località dove il carico antropico è al limite del collasso. Classifica (in)oppugnabile? Forse! Chiaro nessun atto d’accusa e tantomeno nessuna dietrologia perché riteniamo la giuria nazionale e la commissione tecnica giudicante al di sopra di ogni possibile sospetto. Tuttavia il forte ritorno economico e di immagine che Guida Blu con le 5 vele e Bandiera Blu garantiscono alle località premiate lasciano (in)consapevolmente in tutti noi più di qualche innocente dubbio.
Gianni Vacca

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