dissenso nei confronti della gestione del problema, a mio giudizio assai approssimativa ed unilaterale e non adeguata alla doverosa tutela del diritto ad un lavoro degno per tutti. Esorto pertanto la Politica a non limitarsi al mero blocco, peraltro limitato nel tempo,
delle esportazioni belliche, ma a ideare progetti immediati di sostegno ai lavoratori e a preparare ipotesi serie di riconversione e di progresso, con attenta responsabilità per lo sviluppo dell’intero territorio". "Invito il Comitato per la riconversione RWM a non pensare di aver già raggiunto un risultato positivo- presegue nella lettera - ma a continuare a spendersi con determinazione per una seria ricerca di valide e urgenti soluzioni lavorative, anche per non sentirsi pericolosamente addosso il fiato dei diseredati e delle loro famiglie. Invito infine la stessa RWM, nel rispetto delle sue competenze, a indirizzare produzione e progetti di ampliamento verso manufatti eticamente sostenibili e a sentire la responsabilità di una tutela del diritto al lavoro per i propri dipendenti, con attenzione non solo ad una professionalità tecnica, né tanto meno nell’unica ricerca del profitto economico, ma anche all’offerta di un’occupazione finalizzata alla dignità personale e
sociale di ogni lavoratore. Faccio pressante appello a tutta la Chiesa diocesana perché si unisca nella preghiera e nell’aiuto fraterno verso i lavoratori e le loro famiglie attualmente in difficoltà".
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