Tarcisio Muscas e la ‘scelta’ di una vita spartana


more
>Anche a voi sarà capitato, almeno una volta nella vostra vita, di aver a che fare con un improvviso black out elettrico del contatore durante la sera. Fate memoria e ripensate a quelle ore interminabili: la luce delle lampadine non c’è, il frigorifero e il freezer smettono di funzionare, il vostro scaldabagno elettrico non si attiva, del funzionamento di televisori e altri elettrodomestici neppure a parlarne. Solo in quei momenti si comprende l’importanza di personaggi illustri come James Watt o Alessandro Volta, coloro che hanno gettato le basi scientifiche affinché la corrente elettrica diventasse un bene fruibile dall’umanità; e di colpo si capisce come lo smartphone di ultima generazione sia nulla in confronto a ciò che è l’importanza dell’elettricità nelle nostre case. Immaginate ora che a quest’inconveniente si aggiunga un’improvvisa interruzione del servizio di erogazione dell’acqua. Probabilmente iniziereste ad essere sempre più impazienti e nervosi. Ora, vi pongo un quesito ancora più arduo: immaginate di vivere in queste condizioni per tutta la vita. La vostra risposta sarebbe ovvia: impossibile. Intanto però, mentre vi invito a riflettere, c’è chi queste “scelte” di vita le ha fatte da un po’ di tempo. Non si tratta di persone che abitano nel Terzo Mondo, ma di un residente di Villamar, all’anagrafe Tarcisio Muscas, che da circa 15 anni e con 73 primavere alle spalle abita in una casa di campagna nelle vicinanze della SS 197 che conduce verso Las Plassas. Ex pastore ed oggi pensionato, il Sig. Tarcisio risiede in una casa con un’unica stanza di circa 15 metri quadri dotata di una piccola verandina, senza elettricità, senza acqua corrente, senza un bagno e in condizioni igienico sanitarie decisamente insufficienti. «È stata una mia scelta - dice il sig. Tarcisio - venire ad abitare qui. Lo so, mancano i servizi minimi, ma riesco ad arrangiarmi. Inoltre ci sono delle persone, amici e parenti, che mi danno una mano: per esempio mi faccio portare dei contenitori per l’acqua e durante la stagione estiva faccio qualche capatina al fiume che passa qui vicino». Il sig. Tarcisio è separato da circa trent’anni ed ha un passato di vita non certo semplice, eppure, nonostante ciò, è un uomo che affronta la vita sempre con il sorriso e l’allegria. Durante il nostro discorso non mancano le sue battute esilaranti e l’autoironia. Dentro di lui, al di là dell’apparenza, emerge però anche un animo nobile: «Prima di addormentarmi ringrazio sempre per la giornata che ho trascorso e prima di alzarmi chiedo che la giornata che mi attende sia come la precedente. Non conosco le preghiere, io chiedo a chi sta lassù; non so se sia la stessa cosa, ma ormai io faccio così da sempre e questo mi fa star bene». Emergono poi anche la consapevolezza e l’orgoglio di un uomo che sa di vivere in un modo fuori dal comune: «Ho delle persone che mi danno una mano e vado avanti così, almeno sino a quando il mio fisico reggerà. Non sono mai andato a chiedere l’elemosina al Comune; certo se mi dessero una mano per migliorare le mie condizioni non la rifiuterei, ma che non mi si proponga di andare in un ospizio o cose del genere perché sarebbe come mettermi una pistola sulla tempia! Amo vivere in mezzo alla natura e all’aria aperta! Ha mai provato a sedersi a guardare il cielo durante le notti di luna piena? È in quei momenti che scorrono i pensieri, non cambierei questi attimi con nessun’altra cosa. Sono poi affezionatissimo ai miei cani; ci sono delle volte che però penso che conducano una vita migliore della mia (sorride ndr)». Al di là della scelta di vita appare chiaro come il sig. Tarcisio Muscas, data l’età e l’ambiente in cui vive, conduca una quotidianità decisamente anacronistica. A tal proposito l’assessore ai Servizi Sociali, Maria Grazie Sideri, ci spiega: «La sua è una scelta di vita: ci risulta che alcuni parenti abbiano in passato manifestato la volontà a prendersi carico di lui, invito che però a più riprese ha declinato». Intanto, sulla questione, il sindaco Piersandro Scano ci tiene a puntualizzare: «Circa una settimana fa è arrivata una segnalazione da parte di un parente del signore in questione all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. In virtù di ciò si sono attivati i servizi sociali del Comune per valutare la situazione ed eventualmente intervenire». La questione sembra quindi essere, da qualche giorno, in fase di evoluzione: si attendono ora eventuali sviluppi. Ciò che al momento però appare certo è che il sig. Tarcisio non potrà permettersi di continuare a vivere in questo modo per chissà quanto tempo ancora, data l’età che avanza e il fisico che non è certo più quello di un giovanotto. Inoltre è chiaro come, al di là della bellezza dei bagliori della luna piena, stare in condizioni igienico-sanitarie insufficienti per lungo tempo possa essere nocivo per la sua salute. Detto ciò è quindi evidente che, quanto prima, sia necessario arrivare ad un punto di svolta su questa storia che, per quanto suggestiva e un po’ fuori dagli schemi, ha ben poco a che vedere con i tempi attuali. Simone Muscas 05fo- La casa in cui vive Tarcisio Muscas 05fo-Il sig. Tarcisio Muscas

© Riproduzione riservata