>Villaggio turistico al buio per i furti di cavi di rame, con le strade polverose, la penuria di acqua potabile, le fosse asettiche e un lungomare eroso dall’acqua piovana da una parte e dalle onde del mare dall’altra. È la foto di Tunaria, il vecchio ricovero dei pescatori della Costa Verde, quella che i turisti ogni anno portano con sè. Un’immagine che sembra ormai appartenere al passato: sono iniziati i lavori per dare una veste al piccolo centro. Un progetto di 890 mila euro per sistemare il lungomare, la viabilità interna e l’impianto di illuminazione. “Dal 2012”, ricorda il presidente dell’associazione che si prende cura del posto, Giorgio Serpi, “aspettiamo questo momento. Inutile nasconderlo: siamo soddisfati. Chiediamo all’amministrazione un incontro per decidere come procedere, anche per evitare che a lavori finiti si ricominci con problematiche e disagi, ormai storici”. Maggioranza e minoranza colgono l’occasione per l’ennesima polemica. “In questi sei mesi del nostro mandato”, dice il vicesindaco, Michele Schirru, “abbiamo sbloccato i fondi, già esclusi dal Patto di stabilità, e appaltato le opere”. Replica l’ex assessore ai lavori pubblici, Paolo Salis: “Il vicesindaco la smetta di dire bugie e di prendersi meriti che non ha: i fondi erano dentro il Patto e abbiamo lasciato il progetto esecutivo approvato”. Santina Ravì
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