Una gestione emergenziale a favore di una sanità programmata


Riforma sanità sarda: Todde punta su governance, assunzioni e territorio
Obiettivo ridurre disservizi e migliorare l’assistenza.
Regione Sardegna: sanità, interviene Todde in Consiglio regionale

La presidente della Regione Sardegna e assessora alla Sanità, Alessandra Todde, è intervenuta in Consiglio regionale per fare il punto sullo stato del sistema sanitario isolano e illustrare le linee di riforma avviate dalla Giunta. Al centro del discorso, il superamento di una gestione emergenziale a favore di una sanità programmata, stabile e più vicina ai bisogni dei cittadini.

Todde ha attribuito le criticità attuali a problemi strutturali accumulati negli anni, tra frammentazione organizzativa, carenza di personale e assenza di pianificazione. «Abbiamo smesso di inseguire i problemi, ora li governiamo», ha dichiarato, rivendicando un cambio di passo dopo due anni di governo. Rafforzato il coordinamento tra i direttori generali, ora strutturato con riunioni settimanali, per garantire omogeneità nei servizi e rispetto dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio.

Il piano regionale si articola su cinque assi: governance unitaria, centralizzazione dei processi, potenziamento degli organici, programmazione pluriennale e integrazione tra ospedale, territorio e sociale. Tra il 2024 e il 2025 sono state attivate oltre 500 procedure tra assunzioni e stabilizzazioni, con l’ingresso di circa 1.500 infermieri, 982 medici e 943 operatori sociosanitari.

Per contrastare la carenza di medici nelle aree interne, previsti incentivi fino a 3.700 euro mensili. Il numero dei medici di medicina generale mancanti è sceso da 543 nel 2024 a 496 nel 2025, con ulteriori richieste in corso. Sul fronte della sanità territoriale, accelerano gli interventi finanziati dal Pnrr: cantieri attivi nel 94% delle Case della Comunità (47 su 50) e 100% per gli Ospedali di Comunità, con avvio previsto entro maggio 2026. Raddoppiata nel 2025 l’assistenza domiciliare e aumentata la copertura delle cure palliative dal 37% al 51%.

Tra le priorità anche la gestione del sovraffollamento nei pronto soccorso, affrontata con un piano strutturale basato su riduzione degli accessi impropri, coordinamento dei ricoveri e continuità assistenziale post-dimissione. Previsti percorsi alternativi per i casi meno gravi e maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

Annunciato inoltre il superamento dei medici a gettone entro il 30 giugno 2026, accompagnato da nuovi concorsi e risorse dedicate. Sul fronte delle liste d’attesa, attivati strumenti di monitoraggio centralizzato e stanziati oltre 25 milioni complessivi tra personale e prestazioni, anche nel privato accreditato.

In ambito sociale, rafforzato il Reis (reddito di inclusione sociale) con risorse aumentate del 22% nel 2025, da 34 a circa 42 milioni di euro. Tra gli interventi ospedalieri, prevista l’attivazione entro il 2026 di una terapia intensiva pediatrica all’Arnas Brotzu con sei posti letto.

In chiusura, la presidente Todde ha ribadito l’impegno della Regione a portare avanti una riforma strutturale: «Non promettiamo ciò che non possiamo mantenere, ma non arretreremo nel cambiare ciò che non funziona».

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