L’idea dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sabrina Licheri sostenuta da Legambiente e l’azienda proprietaria dell’area industriale dismessa oltre 20 anni fa è quella di rivalutare e sviluppare l’ex area produttiva di proprietà della società Fornaci Scanu Spa in località Terramaini delimitata tra la via Olimpia, la via Bacaredda, il canale di Gutturu Lorenzu e l’argine del colatore sinistro del Rio Flumini Mannu.
Uno spazio complessivo di 63 ettari che verrebbe destinato a polo attrattivo turistico ambientale con aree destinate al commercio, attività sportive, culturali aggiunto un grande parco che sfrutta l’esistente.
“Un sogno che potrebbe diventare realtà”, sintetizza l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Di Gioia. Un “sogno” da ben 69 milioni di euro così ripartiti: 19 per l’area ricreativa culturale, 11 per ambiente, sicurezza e spazi all’aperto, 6 milioni per uno spazio destinato ai grandi eventi, 6 per risolvere criticità idrogeologiche (l’area in questione è in zona critica riguardo il Piano stralcio fasce fluviali definito dalla Regione), altri 4 milioni per la messa in sicurezza degli esistenti specchi d’acqua e infine 23 milioni per realizzare un’area sportiva commerciale.
Lo spazio delle ex Fornaci Scanu rappresenta un passato culturale, economico e sociale considerato il ruolo esercitato dall’attività produttiva nel suo periodo di attività a partire dagli anni ‘50 del XX secolo fino alla chiusura avvenuta nel 1997.
Dal punto di vista ambientale e naturalistico, la presenza degli specchi d’acqua prodotti dall’attività di escavazione dell’argilla per la preparazione dei laterizi hanno creato negli anni le condizioni per l’instaurazione di un habitat che accoglie molteplici specie vegetali e animali.
L’area è limitrofa al centro abitato, pur non essendone compromessa, è facilmente raggiungibile sia dai mezzi di trasporto pubblici che privati visto come la stazione ferroviaria è prospicente l’ingresso dell’area.
La realizzazione del progetto non rovinerebbe o comprometterebbe alcuna attività visto come allo stato attuale l’area è inutilizzata e i fabbricati insistenti sono privi di funzione e destinati a inevitabile degrado.
“Considerate le rilevanti potenzialità dell’area in termini di sviluppo economico”, sottolinea il sindaco Sabrina Licheri, “l’amministrazione comunale ha promosso la consultazione di una pluralità di attori interessati alla valorizzazione della stessa”.
Al titolare dell’area si aggiunge così nell’elaborazione del progetto di Legambiente.
Tutti e tre i soggetti hanno così sintetizzato una proposta organica denominata “Nuovi paesaggi industriali” ora sottoposta all’attenzione di Invitalia Spa così da presentare candidatura al finanziamento mediante il Contratto di Sviluppo Invitalia.
La proposta ha un duplice scopo: rivalutare un ambiente industriale non più produttivo restituendo un’area davvero considerevole con i suoi oltre 60 ettari complessivi a totale destinazione civica, ambientale e commerciale.
I fondi pubblici a disposizione ci sono e allora diventa lecito chiedere.
A questo progetto sembrano adattarsi molto bene i lavori per la realizzazione della rotatoria tra le vie Olimpia, Bacaredda e Asproni adiacente la parte oltre i binari ferroviari e di cui l’amministrazione comunale sta ora completando le procedure di esproprio delle aree necessarie per realizzare un’opera da 300 mila euro.
In programma vi è la realizzazione di una rotatoria destinata a eliminare i rischi di un incrocio stradale reso particolarmente pericoloso dal muro di recinzione proprio della ex Fornaci Scanu che priva della necessaria visibilità.
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