Michela Dessì, 38 anni, laurea in scienze Tecnologiche e Agroalimentari all’Università degli studi di Torino di professione Imprenditrice Agricolo, candidata con “Sardegna al Centro 20Venti Paolo Truzzu Presidente”1) Con quale spirito si propone e quali gli elementi di novità che conta di portare all’attenzione agli elettori?
Sicuramente mi propongo con uno spirito propositivo ed inclusivo di diverse anime. La novità è certamente legata alla costruzione di un progetto che vada oltre le elezioni regionali e che guardi già da ora alle comunali.
2) Sanità, trasporti e spopolamento sono tre tra le maggiori criticità dell’isola. Quale la sua ricetta?
Si tratta di temi apparentemente slegati, ma in realtà interconnessi, mi spiego meglio: una regione alla quale viene negata la libertà di spostamento da e per la penisola, sia inteso per viaggi di trasporto persone, piacere e salute, ma anche per il trasporto delle merci, è di fatto una terra a cui si sta negando la possibilità di crescita. Ecco perché uno degli obiettivi è quello di chiedere con forza di poter accedere ai fondi previsti dalla comunità europea per i trasporti ad ora riservati alle sole isole minori, la Sardegna non può essere definita tale per questioni di superficie, ma lo è sicuramente in termini di densità demografica. Lo spopolamento è da sempre legato alla mancanza di servizi ed opportunità lavorative per i nostri giovani che preferiscono trovare altrove la propria fortuna investendo e facendo famiglia. Solo con una prospettiva di investimento nei settori trainanti quali agricoltura e turismo, e con una politica che favorisca ai giovani l’accesso facilitato ai mutui per l’acquisto dell’abitazione primo perno per scegliere di restare potremmo avere prospettiva di ringiovanimento della popolazione. Và dato uno stop alle chiusure, che si tratti di scuole, di guardie mediche e di servizi, perché la Sardegna non può rispondere alle stesse logiche applicate a regioni completamente diverse.
Sanità, sia umana che veterinaria: stop al numero chiuso per l’accesso alle professioni mediche, abolizione dei medici a gettone in favore dei nostri medici ai quali dovranno essere riconosciuti i giusti adeguamenti salariali, rafforzamento della telemedicina e implementazione del servizio di soccorso di emergenza sanitaria nelle località non facilmente raggiungibili in tempi celeri.
3) Focalizziamo l’attenzione sul Medio Campidano, suo collegio di riferimento, una delle aree più povere della Sardegna. Si può fare qualcosa, e in modo specifico in quale settore? Industria, allevamento, agricoltura?
Aggiungo turismo che non è stato citato. Parlo di agro-industria che ben si sposa alla nostra realtà. Siamo provincia di immenso patrimonio naturalistico, ambientale, culturale e agro-zootecnico. Non mi sento dunque di escludere nulla. Agricoltura, allevamento e turismo devono viaggiare insieme, possono crescere grazie a strumenti regionali che diano tempi certi a start-up e finanziamenti, lo possiamo fare abbattendo i costi di trasporto delle merci che oggi equivalgono a un terzo del valore del prodotto e il trasporto persone per aumentare i turisti. Siamo Medio Campidano terra di produzioni di eccellenze orticole, frutticole e agrumicole, olivicole. Siamo il cuore della produzione di carciofi e di allevamenti estensivi che garantiscono produzioni di qualità. Il settore primario può garantire una reale prospettiva per i giovani che intendono creare il proprio futuro.
4) Perché gli elettori del Medio Campidano dovrebbero riporre la fiducia sulla sua persona?
A prescindere dalla mia persona credo che il Medio Campidano debba riporre la sua fiducia in quei candidati che vogliono portare avanti una politica del fare, una politica che guarda alla crescita e al futuro del territorio nella sua totalità. Occorre scegliere le persone che non vivono di incarichi politici senza nessuna competenza, persone che non hanno paura di fare scelte che possono anche andare controcorrente rispetto a quanto imposto, guardando solo al benessere della collettività, senza incorrere nel servilismo di partito e mettendo le condizioni ideali per ottimizzare le iniziative e le risorse a favore della costruzione di un lavoro in rete fra i comuni.