di Gian Luigi Pittau
La lingua è in continuo cambiamento, ma oggi sempre di più si assiste ad una esagerazione dell’uso dei termini stranieri nella conversazione di tutti i giorni. Di qui l’iniziativa del Lions Club Villacidro-Medio Campidano di organizzare una conferenza su tema “Uso e abuso degli anglismi tra esibizione e maleducazione linguistica” tenuta dalla professoressa Cristina Lavinio, emerita di linguistica all’Università di Cagliari.
“La nostra iniziativa - spiegano gli organizzatori - trova la sua giustificazione nelle parole dello scrittore Daniele Barni pubblicate sulla rivista Micromega, laddove, riferendosi ai vocaboli inglesi scrive: «Pochi termini, che in passato schizzavano qualche volta fino a noi, si sono trasformati presto in ondate e, adesso, in uno “tsunami” di parole inglesi. Esso sta travolgendo, e stravolgendo, la nostra cultura nel disinteresse sostanziale di accademici, scrittori, intellettuali e politici».
Per contribuire a focalizzare l’attenzione su un fenomeno che, dati alla mano, interessa l’Italia molto più degli altri paesi, è stata organizzata nell’aula magna del liceo classico E. Piga di Villacidro una conferenza sul tema.
La professoressa Cristina Lavinio ha rappresentato una situazione di prestiti inglesi in rapida crescita ma, tutto sommato, non ancora preoccupante se maturerà la coscienza di usare la lingua inglese nei contesti adatti e non nei messaggi rivolti alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione e la burocrazia, sempre meno comprensibili.
Grazie alla dirigente scolastica Maria Rita Aru, al professor Giuseppe Marras e ai docenti dell’Istituto è stato possibile bandire un concorso rivolto alle quarte classi del liceo per una borsa di studio finanziata dal Lions Club Villacidro - Medio Campidano, che premierà i primi tre elaborati giudicati più rispondenti all’analisi del fenomeno degli anglismi nella lingua italiana.
Nelle foto la professoressa Cristina Lavinio, il professor Giuseppe Marras e il presidente del Lions Club Villacidro Medio Campidano Marco Cherchi.
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