L’Assessorato regionale dell’industria, con una lettera datata nove ottobre 2025, diffida la Das Srl Villacidro a eseguire lavori nelle terre civiche, quindi della collettività. Peccato, perché i lavori sono iniziati e pressoché terminati nel 2024, come fa notare Antonio Muscas, consigliere comunale di minoranza. Il progetto è datato e ha subito diverse modifiche in corso d'opera con progressiva riduzione del numero degli aerogeneratori ma conseguente aumento della potenza e dimensione degli stessi. Tutto questo nella zona denominata “Santu Miali”, che si trova nella strada che unisce Villacidro a Samassi. Adesso un comitato sta raccogliendo le firme per chiedere giustizia sullo scempio perpetrato ai danni di tutti i cittadini villacidresi. La DAS srl Villacidro ha eseguito i lavori per installare le pale eoliche nei terreni acquisiti con regolare contratto dagli ex proprietari, ma ha anche eseguito i lavori nelle terre civiche, cioè nei terreni della collettività che non possono essere utilizzati. La zona interessata, appunto, si chiama Santu Miali. L'impianto in questione è di proprietà della Das Srl, ed è composto da nove aerogeneratori di altezza che raggiungono quasi duecento metri. Impianto realizzato su terreni agricoli privati a uso pascolo e seminativo previa stipula di contratto con i proprietari. Quindi, in questo caso, tutto regolare. Ma c’è un ma. In quell'area sono presenti terreni gravati da uso civico e la Das, vi ha eseguito lavori e realizzato parte delle infrastrutture elettriche. Già durante i lavori sono emerse numerose irregolarità - puntualmente segnalate al sindaco e agli altri enti preposti - quali, ad esempio, delle modifiche a dei corsi d'acqua. In quest'ultimo caso, solo grazie all'intervento del corpo forestale sono state disposte da parte degli uffici tecnici delle ordinanze di ripristino dei luoghi ma per il resto non c'è stato niente da fare.
Ora, a lavori ultimati, mentre l'assessorato degli enti locali ha disposto un provvedimento definitivo di servitù per tutti i terreni interessati dalle opere, quello dell'industria ha diffidato la società dall'eseguire lavori sugli stessi. Peccato, appunto che i lavori siano già ultimati da diverso tempo.
L’assessorato dell’industria, il nove ottobre 2025, scrive alla DAS Villacidro Srl e per conoscenza al Servizio Demanio e Patrimonio di Cagliari, al Servizio infrastrutture e Usi Civici e al Comune di Villacidro.
Lettera di diffida alla DAS, nella quale, in buona sostanza si dice che i lavori riguardano “esclusivamente le aree non gravate da uso civico, restando pertanto esclusi i lotti sui quali tale vincolo risulta sussistente. Si evidenzia, a tal riguardo, che per una procedura di espropriazione di terre civiche non è sufficiente la sola dichiarazione di pubblica utilità. I beni di uso civico, in quanto collettivi, inalienabili, indivisibili, inusucapibili e a perpetua destinazione agro-silvo-pastorale, sono infatti caratterizzati per loro natura da un regime di indisponibilità.”
Facciamo un passo indietro. Il comune di Villacidro, in estate, avendo ricevuto lamentele, informa l’assessorato all’agricoltura, che il 2 agosto risponde. Si legge: “si comunica che tutti i suddetti terreni, ad esclusione del mappale 89, (nel documento c’è la lista completa ndc), sono elencati nell’inventario delle terre civiche del Comune di Villacidro e pertanto risultano essere accertati come terre collettive aperte all’esercizio dell’uso civico in favore dei cittadini ivi residenti. Si segnala che da un controllo effettuato, si è rilevato che il progetto relativo al cantiere denominato Parco eolico Santu Miali- DAS non risulta pervenuto a questo servizio, pertanto si è impossibilitati al momento all’effettuazione di ulteriori necessari controlli all’ intero progetto”.
Quindi l’assessorato dell’agricoltura non può esprimere un parere su documenti che non possiede.
Sulle terre civiche non è possibile ricorrere all’esproprio. Le terre del demanio sono della collettività e per poter essere utilizzate bisogna sdemanializzarle e per farlo deve essere pronunciato il mutamento di destinazione d’uso. Cosa che non è successa per i terreni in questione.
Riassumendo: l’assessorato dell’industria diffida il nove ottobre; ancor prima, il due agosto, l’assessorato all’agricoltura dice che non ha ricevuto i documenti necessari ed è impossibilitato a eseguire controlli.
L’anno prima, 2024, i lavori vengono fatti e a lavori ultimati, l’assessorato degli enti locali dispone un provvedimento definitivo di servitù per tutti i terreni interessati dalle opere.
Da diversi giorni in paese gira un volantino e si stanno raccogliendo le firme per una petizione popolare ai sensi dell’articolo 50 della costituzione per la tutela delle terre civiche e del territorio di Villacidro.
“La transizione ecologica - di cui quella elettrica non è che una parte - indispensabile per salvare la vita nostra e del pianeta, si sta rivelando un ulteriore e ancora più devastante assalto al territorio” afferma Antonio Muscas, consigliere comunale di minoranza. Che prosegue nella sua disamina, “Un assalto portato avanti da Srl da poche migliaia di euro di capitale sociale che agiscono nel più totale disprezzo nostro e del nostro patrimonio ecologico, paesaggistico, storico e culturale, e il cui unico interesse è il profitto facile e senza rischi, garantito dai ricchi incentivi e dai numerosi provvedimenti legislativi messi a punto negli ultimi decenni utili a spianare loro la strada”.
L’amarezza di Muscas è anche quella di tanti villacidresi che non riconoscono più le loro campagne, devastate da pale, pannelli, cavidotti e altro.
C’è da augurarsi che la petizione raccolga un alto numero di adesioni. Certo, il danno è fatto, ma almeno, si spera, che le varie macchine dell’eolico saranno stoppate e non possano mai più calpestare i terreni di tutti i cittadini, sia a Villacidro che altrove.
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