Villacidro, un passaggio sul rio Leni


  Il fiume - torrente di Leni oggi è una foresta infernale con la lacustre fossa priva di passatoi di pietre immerse nell’acquaccia che, una volta, permettévano l’attraversamento del corso sereno, oggi furioso defluente nell’impossíbile guado sprofondato. Tutti i proprietari delle terre nella sponda destra sono impediti di attraversarlo, nonostante le richieste di decenni, da tutti i síndaci ascoltate e mai accolte, anzi, tacitamente respinte. Le léttere delle persone interessate, spedite ai vari, diversi amministratori, non hanno ottenuto “nulla” fino ad oggi. Cosí è stato scritto con i giusti consigli dei cittadini e, in particolare, dei Villacidresi appartenenti al “Comitato Cívico Civile Cittadino”, che in buona parte han porto in quantità una buona base di scelta che ha permesso il sòrgere dell’attuale consesso amministrativo e ha esposto una via giusta verso il “possíbile rifiorimento del nostro paese abbandonato”, con útili proposte. Il C.C.C.C. è , appunto, l’èssere insieme delle persone unite nel “civismo”, cioè nel senso già espresso altre volte, che il sémplice cittadino e l’autorità comunale dovrèbbero (anzi è doveroso) raggiúngere il bene della comunità vllacidrese e di tutti quelli che si tròvano a Villacidro; in tal modo si conquista la “civiltà”, rispetto, protezione di ogni bene, tutto ciò che, únici, diversi da tutti, pur essendo “cittadini, ma “cittadini villacidresi”, ossía figli d’un paese típico, único, soprattutto per la sua naturale posizione, tra il verde dei rilievi e della pianura, che gli dà una fisionomía e un clima speciale, tra antica bellezza d’arte e, appunto, di natura, nonostante la distruzione di infelici interventi, di incredíbili disammirazioni, con la rovina delle òpere ottocentesche (“Sa Funtanedda”, “Lo Zampillo”, “Il Lavatoio) e delle piú recenti. Tra le altre proposte mettiamo in risalto il punto della nona: [caption id="attachment_107285" align="alignleft" width="399"] Rio Leni[/caption] - È importante, soprattutto quanto prima, risòlvere il problema del corso d’acqua invernale del Leni che impedisce ai residenti di là dal torrente e a tutti I proprietàri di animali e lavoratori della terra che quotidianamente òperano nella sua sponda destra, costretti a percórrere l’única strada che va oltre le colline, dalla pianura della regione intorno alla Via Nazionale, fino alla discesa de “sa cabada ‘e is begas”, attraversando il ponte per proseguire verso sud - sud est o, passando con difficoltà tra fossati e sommità, poiché da mesi e mesi l’àlveo del torrente è totalmente pieno di pietre, massi, crepe profonde, improvvise grandi buche e vuoti pericolosi nella discesa attraverso il guado verso la zona detta “Coloru”, davvero impraticàbile nell’incosciente annosa indifferenza di Consiglieri, di Assessori, di Síndaci del nostro paese, soprattutto nel período della piena d’acqua. È necessario costruire un collegamento sopraelevato sui canali di scorrimento che permetta agli automezzi di attraversare l’impetuoso torrente, al livello delle due strade di terra, dal paese fino alla sponda destra del Leni, verso le colline di Coloru e le alte regioni campestri di là dal corso d’acqua. E qui ritrascriviamo l’única léttera del 9 novembre del 2021, quasi un anno fa senza risposta, inviata al Síndaco della nostra “Villa”, l’ingegner Sollai, e praticamente, in uno di questi últimi giorni si è rivolti al Vice-síndaco signor Piras che ha ben controllato il percorso del Leni zeppo di sabbia, pietre e un folto bosco satànico che impedisce lo scórrere naturale dell’acqua e il passaggio di là dal letto stracàrico di erràtici sassi torrentízi, su, verso le terre di Coloru, della “Biscia”, la roccia serpentina della collina. Questa è la léttera: Villacidro, 9 Novembre del 2021 Pregiatísimo Signor Síndaco Ing. Federico Sollai Comune di Villacidro I firmatàri della léttera, Le invíano con questa anche una richiesta che per anni e anni, in varie forme, è stata presentata ai diversi responsàbili dei comportamenti e delle decisioni attive e concrete necessarie per una vita migliore dei cittadini villacidresi e, giusta ed equa, in particolare per chi lavora quasi quotidianamente nell’opposta riva del torrente Leni, anche per il bene di tutto il paese, richiesta purtroppo presentata agli amministratori che però hanno trascurato e, in ogni caso, hanno totalmente cancellato dalla mente, come non fosse stata mai letta, quest’última spedita quattro mesi or sono alla recente sindachessa nostrana. Le inviamo copia acclusa, con le medésime firme. Rimàndano questa nuova richiesta, come si dice, per l’ennèsima volta agli eletti, ma ora solo a coloro che pòssono porre rimedio, quali amministratori di uno tra i migliori paesi della Sardegna, storicamente e naturalmente, Signor Síndaco, da Lei guidati e, certamente, già interessàtosi avendo in buona parte ideato un òttimo progetto con la costruzione di una strada sopraelevata su tubi di ferro e cemento, all’altezza della via che s’interrompe nella sponda sinistra e riprende in quella destra, ecco, questa richiesta, questa decisiva preghiera che, dagli anni Cinquanta ad oggi, non ha trovato orecchi per udire e teste buone e benevolenti per pensare, finalmente, La porterà a decídere, come ogni cittadino richiedente spera e crede, per la giustizia e il diritto di buona parte del pòpolo villacidrese che per anni ed anni è stato condannato ad esser considerato, fatto di peregrini, non di cives. Certi, sicuri della Sua volontà e del Suo impegno, i sottoscritti La ringràziano fin d’ora insieme con tutto “l’insieme per Villacidro”. Distinti saluti, (FIRME) [caption id="attachment_107286" align="aligncenter" width="844"] Villacidro[/caption] Quíndici famiglie firmàrono per tante persone, sicure, con la speranza di aspettare con la loro interiore certezza che, al contrario, però non si trasformi in dubbio, come già è accaduto e accadde, incominciando dalle deluditrici, piene d’incoerenza,che vèngono dopo la pica, la testa delle teste, la decennale festa danzante e, dalla vacca alla daina, come qui si dice, deprimenti, umilianti, allorché si sentivan derisi con infinita delusione, in ogni comportamento tirànnico normalmente quinquennale, spesso, tutte e tutti avversi al loro e al nostro paese che, in realtà, Villacidro, è “villa” in senso dantesco, “città” totale, fin dalla nàscita, vera “civitas” per centinaia d’anni, oggi in rovina, anzi già rovinata da anni, sempre in peggioramento. Ecco, per lungo tempo, abbiamo tante volte, abbiamo sentito il disinganno, poiché ci siamo ingannati nel giudicare positivamente. Ciò ci porta alla frustrazione, a non illúderci piú per coloro che si presèntano soltanto nelle apparenze e nelle parole non sincere. Non conta piú colei o colui che pensa d’aver avuto soldi e comando e oggi, politicamente crede d’esser considerato, come in un brevíssimo tempo determinato che non c’è piú, ma si presenta in realtà cosí come fu giudicato ed è giudicato. Ma l’attesa di tanti pochi giorni o mesi, oggi o domani, speriamo un domani vicino, continua; e tutti i sani cittadini di cuore e di mente hanno ancora fiducia negli amministratori che non potranno, non dovranno mai lasciare abbandonata la nostra “villa – urbs, villa citra, villa thyrda”, dalla Spéndula al Leni. Ma il Leni verrà sanato, non abbandonato e sotterrato, come la sua prima cittadina che aveva il medésimo nome e che ha l’única òpera sacra rimasta in piedi, la chiesa di San Pietro. Non dimenticheremo l’acqua preziosa di Villacidro, cosí come qui sorge e decorre in tutta la pianura campidanese. Ed è “Aqua Nosta”, sí, “Acqua nostra”. E dovremmo pagare d’ oro “Abba noa”?
C. C. C. (Comitato Cívico Civile Cittadino) e Don Efis Cai

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