Villamar e Lunamatrona perdono agli spareggi


di Simone Muscas
Lo scorso 14 maggio per due realtà calcistiche della Marmilla, con storia e tradizione decennale, è arrivata una delusione nell’ultimo atto della stagione sportiva. Parliamo della Virtus Villamar e della U.S. Lunamatrona che, nei loro rispettivi campionati, si sono viste sfilare di mano gli obiettivi di inizio stagione. Per la Virtus, costretta allo spareggio per evitare la discesa di categoria con la Fermassenti, è arrivata la retrocessione in Seconda Categoria dopo che, per quasi un decennio, ha partecipato ininterrottamente al campionato di Prima. L'amaro verdetto è giunto con la sconfitta nella gara di ritorno per 4 a 1 dopo che, lo scorso 7 maggio, i biancoverdi erano riusciti a imporsi nella prima partita di spareggio per 3 a 2. Non è andata meglio alla U.S. Lunamatrona che, in uno stadio locale gremito, è riuscita a raccogliere solo un pareggio per 2 a 2 contro il Solarussa nell’ultimo turno di campionato della stagione. Un risultato che non ha soltanto impedito di arrivare a quel primo posto utile per il passaggio dalla Terza alla Seconda Categoria, ma anche di riscrivere un’altra bella pagina di storia per i biancocelesti che, sempre con il Solarussa ben 38 anni fa, agguantò il passaggio al torneo di Promozione, miglior risultato di sempre per la società. L'inevitabile delusione per i protagonisti delle due compagini è stata però presto metabolizzata da giocatori, dirigenti e allenatori. Un lungo applauso dei tanti tifosi presenti sugli spalti lo scorso 14 maggio ha voluto premiare l'impegno degli stessi protagonisti che ha, fra le cose, anche riavvicinato tanta gente allo stadio a incitare i rappresentanti sportivi delle proprie comunità. Ed è chissà proprio grazie a giornate come queste che il calcio, uno sport dove oggi girano anche a livello dilettantistico spesso troppi soldi, sembra tornare a essere un gioco più a misura d’uomo. Fatta questa premessa, passa forse in secondo piano la sconfitta delle due squadre. In fondo nello sport ci sarà sempre un vincente e uno sconfitto: ma se chi perde è capace di offrire momenti di rara bellezza come quello del 14 maggio, il risultato finale non sperato finisce per essere relegato a mancata ciliegina sulla torta. E poi nello sport, in fondoa, si ha sempre la possibilità di recuperare già dall’anno successivo: in questi casi in un campionato meno prestigioso di quello sperato, ma pur sempre in una nuova competizione dove si ritroveranno altri avversari contro cui occorrerà confrontarsi per raggiungere nuovi obiettivi. L’augurio è ovviamente quello di pronto riscatto per la prossima stagione, anche se quello più grande, di là di tutto, va a chi si impegna in prima linea (dirigenti, allenatori e giocatori) affinché in futuro continuino a trovare i giusti stimoli per impiegare i loro ritagli di tempo da dedicare alla sfera sociale. Perché in fondo queste persone sono, a loro modo, eroi delle piccole comunità; dei veri e propri “lavoratori per il bene comune” il cui fine primo, per quanto a volte non sembri, non comporta mai né vincitori e né vinti.

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