di Simone Muscas
Da oltre due mesi si attende la nomina di un nuovo medico di base per la sostituzione di dottor Angelo Sitzia che, dallo scorso primo marzo, è andato in pensione dopo oltre quarant'anni di onorato servizio. A oggi però non si è ancora riusciti a provvedere alla sua sostituzione. Al momento, infatti, la Asl di Sanluri ha adottato una situazione ponte che prevede l’utilizzo di due medici di medicina generale che hanno dato la propria disponibilità a sottoscrivere impegnative, ricette mediche, prescrizioni farmaceutiche ed esami specialistici. Tale servizio, tuttavia, non dà la possibilità agli utenti di fruire delle visite ambulatoriali e specialistiche. Con dottor Angelo Sitzia erano affiliati circa 1.500 pazienti. Si tratta di persone che al momento hanno come opzioni o quella di scegliersi un nuovo medico di base fra quelli disponibili in paese o, in alternativa, di fruire dell’attuale soluzione provvisoria offerta e attendere la nomina di un nuovo professionista la cui rapidità di tempi, stando ai casi precedenti verificatisi nel territorio, è tutt'altro che scontata.
Come mai l'individuazione di un medico di base richiede spesso tempi così lunghi? Questo succede perché la Asl, evidentemente per ragioni tecniche, attende spesso il pensionamento prima di aprire un bando per l'individuazione di un nuovo medico. E in questo lasso di tempo tanti pazienti scoperti dal servizio scelgono, per ovvie ragioni di necessità, di affiliarsi a un altro medico: così facendo si riduce il numero dei pazienti potenzialmente affiliabili al futuro nuovo medico: così facendo il bando rischia di diventare economicamente poco appetibile per quel posto vacante.
Questo, per esempio, è lo stesso problema che si è verificato sia a Barumini sia nelle comunità di Turri, Ussaramanna e Siddi: in quei casi la Asl, per far fronte al problema, ha permesso ai medici di base presenti nel territorio di mandare in deroga il limite di 1.500 unità per il numero di pazienti massimo consentito. Il problema purtroppo non è di poco conto visto che a rimetterci sono soprattutto quelle persone avanti con l'età che hanno necessità di spostarsi in un altro paese del territorio.
Anche alla comunità di Villamar toccherà una sorte analoga a quella dei vicini comuni del territorio? L'auspicio è che così non sia, anche se la paura c’è visto che lo scorso marzo si era a un passo dalla nomina di un nuovo professionista medico che, proprio all'ultimo momento, non ha più accettato l’incarico. Da lì la necessita di ricorrere all’attuale situazione ponte con i due medici di medicina generale al servizio dei cittadini.
L’auspicio di tanti è che una volta tanto il diritto alla sanità dei cittadini della Marmilla non sia da considerarsi di serie B rispetto a quello a più alta offerta di altre aree ben più popolose.
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