Villamar è sempre stato un paese a grande vocazione calcistica: le società di calcio che si sono succedute negli anni hanno infatti sempre potuto contare spesso nel maggior numero di iscritti rispetto alle altre realtà sportive locali. Ma se da una parte per i giovani e i bambini l’offerta calcistica non è mai mancata, lo stesso non si può dire per i calciatori più avanti con l'età: negli ultimi decenni infatti nessuna realtà sportiva locale si è più iscritta a campionati di calcio per gli over 40. Ed è proprio per tale mancanza che un gruppo di volontari locali ha pensato bene di costituire una nuova società rivolta agli appassionati entrati nella fascia d’età in cui normalmente si appendono le scarpette bullonate al chiodo. [caption id="attachment_120416" align="alignleft" width="126"]
Roberto Matzeu[/caption]
«L'idea - spiega Roberto Matzeu, tra i fondatori oltre che presidente della neonata società sportiva - è nata in pochissimo tempo. Da circa 25 anni a Villamar, infatti, non esisteva più alcuna possibilità che permettesse ai meno giovani di praticare il calcio. Eppure tantissime persone nel nostro paese, pur avanti con gli anni, hanno spesso giocato in società di altri paesi aperte agli over». A giochi fatti la trasformazione dell'idea in realtà è stata più semplice del previsto: «È bastato un passaparola - continua il presidente -: in poche settimane ci siamo ritrovati ad avere tantissime adesioni». Ed è così che è nata la “Polisportiva Villamarese” che, senza chissà quale grande preparazione atletica, ha esordito la scorsa settimana nel campionato dell’associazione UISP aperto agli over 43. Calciatori e dirigenti sono tutti vecchie glorie del calcio locale, molti di questi distintisi per aver militato anche in squadre di livello durante la propria carriera.
«A Villamar vi è ora un campo sportivo in erba sintetica che ai nostri tempi solo poche altre società avevano. Per tanti di noi, abituati a giocare soprattutto sui terreni polverosi in terra battuta, questa rappresenta una piacevole novità».
Tuttavia, al di là dell’aspetto meramente sportivo, rimettersi gli scarpini ai piedi o semplicemente tornare da collaboratore a cimentarsi in un torneo, ha soprattutto un aspetto di “cuore”.
«Per la squadra - continua Matzeu - rimettersi in gioco ha rappresentato un'esplosione di sentimenti, quali: il riassaporare la preparazione dell’incontro, il rivivere le fasi del ritmo gara, il ridere o l’arrabbiarsi nello spogliatoio fra compagni, il condividere momenti ricreativi nel post partita. Sensazioni che avevamo nel nostro cassetto dei ricordi e che, in modo più o meno naturale per tutti, sono riaffiorate». Quelle stesse sensazioni che ai più possono sembrare solo personali, ma che, evidentemente, anche gli appassionatio di sport del paese hanno apprezzato: «Nella partita d'esordio siamo rimasti sorpresi da quanta gente fosse presente sugli spalti per applaudirci: evidentemente qualche buon ricordo, pur non essendo mai stati dei campionissimi, lo abbiamo lasciato».
E ora testa ai prossimi impegni: dopo le prime partite di coppa Italia (culminata addirittura con il raggiungimento della finalissima ancora da giocare), è iniziato il campionato che terminerà in primavera: un impegno importante, ma compatibile con l’età visto che per i non più giovanissimi atleti è possibile rifiatare dato che le sostituzioni dalla panchina al campo e viceversa sono illimitate. «Giochiamo esclusivamente per passione e divertimento, anche se il nostro fisico ha spesso, per i più, qualche piccolo acciacco - conclude Roberto Matzeu - La porta è aperta a chiunque voglia unirsi a questo che, sinora, si sta dimostrando essere un gruppo di amici ricco di passione e voglia di divertirsi».
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