di Giacomo Pitzalis
«Non ho un piano B. Non voglio averlo. Voglio disegnare per vivere».
Con queste poche ma decise parole si presenta Virginia Bua, illustratrice, fumettista e concept artist che dal liceo conserva in sé la “vocazione” per il disegno.
«Ho frequentato il liceo a Olbia, dove passavo il tempo a disegnare dappertutto. Soprattutto durante l’ora di matematica e quella di greco! Ho poi continuato gli studi a “La Sapienza”, a Roma, scegliendo un nuovo indirizzo incentrato in moda e costume». Ma nonostante questa scelta, i nuovi stimoli del mondo accademico non sono riusciti a soppiantare la sua passione più grande: i fumetti.
«Presto mi sono resa conto che tutto ciò non mi bastava e allora mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics, sempre a Roma. Sono bastate le prime lezioni per capire di essere nel posto giusto».
Grazie a questa nuova esperienza, Virginia avvia il proprio percorso artistico, in parallelo a quello universitario, che si rivela un vantaggio, un quid in più nella progressiva costruzione della propria voce, del proprio stile.
«Quello che stavo imparando o che avevo già appreso all’Università era, ed è, una risorsa, non certo del tempo rubato al disegno. Tutto mi ha arricchito, lasciandomi una costante sete di scoperta accompagnata dalla voglia di mettermi in gioco e migliorami. Dal punto di vista prettamente stilistico, la moda ha formato il mio lato grafico, avvicinandomi alle linee chiare e alle palette più ricercate».
Arrivano poi anche gli studi alla Genius Academy, focalizzati sull’anatomia artistica e sul character design, nonché il corso di specializzazione patrocinato dalla Sardegna Film Commission, a Cagliari, grazie al quale Virginia diventa junior animator, scoprendo in quest’occasione il proprio amore per la pre-produzione dell’animazione in 2D.
«L’ultimo lavoro che ho fatto - racconta la disegnatrice - mi ha visto nel ruolo di concept e background artist, per un corto di animazione in stop motion della regista Michela Anedda. Ho curato la realizzazione di un piccolo paesino dell’entroterra sardo, disegnandolo sotto le sue attente direttive. Dalla casa della protagonista fino ai suoi oggetti di scena è stato poi bellissimo vederli prendere vita grazie alla nostra scenografa».
E nel prossimo futuro? Quali sono i sogni nel cassetto di Virginia?
«Voglio lavorare nel fumetto. Ho studiato tanto e continuerò a farlo, mentre mi alleno, creo e continuo a sognare. Vorrei affermare, un giorno, di avere trascorso la mia vita a fare ciò che davvero ho sempre desiderato».
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