Vivere i piccoli paesi oggi


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>L'essere umano ha sempre percorso molteplici strade; si è spostato popolando terre nuove o spopolandone altre in seguito ad eventi particolari o a complessità di problemi. Sicuramente è innato in tutti il desiderio di conoscenza. Il desiderio di conoscere è stimolo che diviene forza per tentare nuove esperienze e superare le prove che sempre si presentano.

Intere popolazioni, ce lo racconta ampiamente la storia, si sono mosse verso nuove opportunità di vita, così come anche oggi accade. Per limitare lo sguardo e la riflessione ai nostri territori, possiamo osservare le vari fasi dei cambiamenti di visione culturale, la costruzione di diversificate aspettative di vita, la crescita di problemi economici. Ripercorriamo col ricordo le fasi di inurbamento nelle città della nostra regione, le mai interrotte fasi di emigrazione, e del successivo ritorno degli emigrati.

[caption id="attachment_14104" align="alignnone" width="450"]Ussaramanna casa Zedda foto Fernanda Pinna Ussaramanna casa Zedda foto Fernanda Pinna[/caption]

Sono soprattutto i giovani che più facilmente si allontanano: ieri principalmente per lavoro, oggi per studio e successiva ricerca di lavoro dignitoso. Troppo spesso chi decide di restare sfida la precarietà.  Dunque chi resta? E chi rimane, perché? Come si vive nei piccoli paesi oggi? I nostri paesi sono ricchi di persone adulte, molto adulte. Dobbiamo dire anziani? Certo, si,  anagraficamente questa è la definizione, ma è da ritenersi un termine riduttivo in relazione al valore e alla dignità della vita. In realtà noi tutti sappiamo che sono loro la memoria storica di epoche che si sono succedute lasciando in eredità valori e conoscenze alle generazioni successive. I grandi vecchi rappresentano l'identità delle comunità, proprio loro che pur avendo vissuto epoche difficili, e forse proprio per quello, hanno conservato saldamente le radici antiche come prezioso bene da tramandare. Ora spetta a noi tutti oggi accogliere, conservare, implementare e da queste radici antiche trarre linfa per il nostro futuro. La comunità di Ussaramanna già da tempo ha dato vita al bosco della continuità dove grandi anziani e neonati hanno un loro albero a simboleggiare questi valori.

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La ricchezza di una comunità infatti, sta nella tensione al futuro, nella immaginazione e nella speranza di vita buona e dignitosa. Questa aspettativa è legata alla trasmissione della vita, quindi ai figli e ai figli dei figli. Ebbene, di questa ricchezza, cioè di figli, i nostri paesi sono sempre più poveri.

Quali le cause? Quali le conseguenze? Di tutto questo le varie comunità devono farsi carico e approfondire in maniera seria le questioni, così da poter suggerire a chi di dovere, come intervenire assumendosene il doveroso compito. Ciascuno poi dovrà agire secondo le proprie competenze, perché i territori non possono e non devono morire.

Le comunità, nonostante le difficoltà sociali o personali aspirano alla coesione sociale, vivono il sostegno della conoscenza di vicinato e di paese, sanno di essere i guardiani del territorio, non dimenticano né il rispetto verso gli altri né la cura della propria dignità.

Ogni comunità va tutelata e ogni paese coltivato. Cambia l'ottica, è giunta l'ora di vivere la propria identità nello spazio allargato di territorio. Le nostre comunità si realizzano nel territorio più vasto della Marmilla, e pertanto non sarà né riduttivo né punitivo allargare l'orizzonte nel programmare percorsi nuovi per servizi ed attività. Un servizio che va oltre la funzione della soddisfazione di un bisogno è sicuramente la scuola. La presenza nel paese o nel territorio di prossimità, di almeno un segmento della scuola di base rappresenta arricchimento del tessuto sociale, è fonte di emozioni e di condivisione. Questo è un dato di fatto, proprio come lo è la nuova composizione anagrafica dei nostri paesi.

Se l'identità di ciascuna comunità è forte e salda, ampliare la visione , la collaborazione, lo scambio reciproco e un percorso comune, non potrà che arricchire il senso della vita di tutti.

Giovanna Carletti

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