XVII Giornata Regionale di Incontro dei Lavoratori delle Miniere


Organizzata dall'associazione "Sa Mena", che festeggia i 26 anni di attività, si svolgerà a Montevecchio il 12 e 13 settembre
XVII Giornata Regionale di Incontro dei Lavoratori delle Miniere

Il 12-13 Settembre 2026, come consuetudine da ormai diciassette anni, promossa dall’associazione minatori Sa Mena, si svolgerà la Giornata Regionale di Incontro dei Lavoratori delle Miniere.

Una serata e una mattinata per mettere al centro del dibattito politico le problematiche che riguardano il territorio minerario del guspinese e dell’arburese. Un territorio che sente la necessità di rinnovarsi e offrire a sé stesso nuove opportunità dopo la chiusura definitiva delle miniere avvenuta nel 1991.

Il 12 settembre alle17.30, nell’ex mensa impiegati delle miniere di Montevecchio a Gennas, si svolgerà un Convegno che ha come titolo: “Valorizzazione del sito minerario di Montevecchio e della sua archeologia industriale. Ricominciamo dal recupero dell’ospedale di Gennas, della Laveria Principe Tomaso, della stazione ferroviaria di Sciria”.
 

Ospedale

Presentato dall’Associazione Sa Mena, vedrà la partecipazione di un folto gruppo di amministratori e di tecnici. Hanno dato la loro adesione: L’Assessore Regionale all’Industria della Sardegna Emanuele Cani, il Commissario del Parco Geominerario Roberto Curreli, il Direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori, il Presidente fondazione Enrico Berlinguer Salvatore Cherchi, il Sindaco di Guspini Marco Pala con quello di Arbus Paolo Salis, il Presidente della Provincia del Medio Campidano e Sandro Putzolu ingegnere minerario.

L’Associazione Sa Mena ha individuato in questi tre complessi minerari, assieme a quanto rimane dei pozzi e delle altre strutture, la possibilità di raccontare e valorizzare una storia che risale al 1700 e che, grazie all’impegno dei minatori e della dirigenza, ha portato nel territorio benessere e sviluppo.

Il primo è l’ospedale della miniera, che si trova al centro di Gennas, fu costruito alla fine degli anni ’70 dell’800 e smise di essere operativo quando le miniere furono chiuse definitivamente. Durante la Gerenza Solinas Apostoli, genero di Giovanni Antonio Sanna, nel 1876, la struttura non si presentava come possiamo osservarla oggi. Le cronache raccontano che non era quella attuale, ma un ambulatorio dove operava un medico pagato dalla società mineraria e che rispondeva a tutte le esigenze degli abitanti di Montevecchio. “Il 1° maggio 1876 - come scrive il Medico Chirurgo Raimondo Lampis, che prestava la sua opera sia a Montevecchio che a Guspini - arrivò il nuovo Direttore dell'Ospedale della Miniera, il Maggiore Medico Cav. Giuseppe Panzano, al quale, nei giorni successivi mostro qualche cosa dell'Ospedale, arnesi e ripostigli di farmacia, dando conto dei malati e visitando insieme a lui i bimbi del borgo”. L’attuale edificio venne fatto costruire nel 1885 dall’ingegnere Alberto Castoldi, marito della figlia di Giovanni Antonio Sanna, Eulalia Zely, e ha subito modifiche e ammodernamenti. Negli anni passati sono state fatte alcune ipotesi sul suo riutilizzo, anche suggestive, quale quella di un corso universitario, o di una facoltà, dedicata all’ambiente. Ipotesi che, se realizzata, arricchirebbe il territorio mettendolo all’attenzione del consenso internazionale,

La seconda struttura è la Laveria Principe Tomaso, costruita a valle del Pozzo Sant’Antonio, che oggi si staglia imponente ai piedi di Pozzo Francesco Sartori. Come raccontano le fonti essa “fu costruita nel 1877 come laveria meccanica gravimetrica ed è stata inaugurata il 19 marzo dello stesso anno dal Principe in persona”. Il principe partecipò con il suo seguito all’inaugurazione e si narra fu “accolto con un lauto pranzo all'interno di un gradino di coltivazione della galleria Anglosarda, aperto in un brillante filone di galena”. Anche per la laveria sarebbe auspicabile il recupero a fini culturali e turistici, almeno nelle evidenze più significative.

Stazione ferroviaria di Sciria

L’altra struttura, della quale si parlerà, è la stazione ferroviaria di Sciria, dalla quale parte, per circa 18 km, una ferrovia che raggiunge la stazione di San Gavino Monreale. Essa venne inaugurata nel 1878 e veniva utilizzata per il trasporto dei minerali sino alla stazione di San Gavino. La linea fu chiusa nel marzo del 1958, pare, perché antieconomica. Se la linea a scartamento ridotto forse non sarà più utilizzata, i piazzali e le strutture meritano sicuramente attenzione, per gli spazi esterni che li circondano e per un possibile riutilizzo come area servizi.

Il convegno vuole porre solo qualche domanda sul possibile utilizzo di questi impianti che ormai subiscono “l’usura del tempo” e sono inutilizzati; immaginare per loro un futuro, chiedersi se sia possibili riprogettare e reperire i fondi necessari per la loro rinascita.

La mattina del 13 settembre è invece dedicata alla riflessione, al ricordo e al riconoscimento di quanti hanno fatto parte della comunità mineraria e hanno dato la vita lavorando in miniera. Nelle officine di Levante alle 9 verrà celebrata una messa in ricordo di tutti i lavoratori e le lavoratrici scomparsi. Seguirà la posa di una corona di fiori e la benedizione del cippo che li ricorda nel piazzale della galleria Anglosarda. A seguire i saluti istituzionali e la premiazione ai minatori più anziani.

 

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