IL PROGRAMMA ARTISTICO. Epicentro del festival sarà Orani da cui prenderà avvio l'attivazione dei territori con Cristian Chironi, che inaugura la mostra personale Notes from My House is a Le Corbusier negli spazi suggestivi dell’ex Caserma e racconterà performativamente le connessioni attraverso dialoghi radiofonici condotti tra le strade al volante della 127 camaleonte, attraversando, guidato dalle policromie progettate dall’architetto svizzero, le strade barbaricine e amplificando attraverso una performance radiofonica e fisica, le narrazioni che il festival crea. Legata dal filo rosso che connette il rapporto tra architettura, arte e ambiente in apertura si innalzerà sui cieli di Orani l’installazione partecipativa Aerocene concepita da Tomàs Saraceno, un'opera collettiva costituita da un pallone aerostatico, frutto di un lavoro corale come un invito a partecipare alla sfida per la costruzione di una Mappatura contro l'estinzione, in un’ottica open-source e collaborativa che traccia un momento simbolico di elevazione attraverso la cura del territorio. Durante l’inaugurazione una preview della performance dell’artista Andreco, impegnato nell’attivismo ambientalista, condurrà al Museo Nivola.
Il 3 agosto, sempre a Orani, Enzo Cosimi presenterà, nella location di Camposantu, Vetzu, ‘Coefore in Barbagia’, un’indagine sulle danze mediterranee ispirate alla tragedia greca con particolare riferimento al ruolo del femminile e dei modelli matriarcali in un percorso partecipativo e di contaminazione che vedrà il coinvolgimento di danzatrici di ballu tundu del territorio.
Sempre il 3, visitabile per l’intera giornata e per tutta la durata del festival, l’installazione di Gianmarco Porru, ‘Per mezzo di stelle’, esposto a San Marino in occasione di Mediterranea19 School of waters, a cura di Simone Frangi, un progetto performativo a lungo termine iniziato nel 2019, che a partire da una lettura de Le sacre du printemps di Igor Stravinsky, analizza quelle pratiche comunitarie, come le feste pagane legate ai cicli produttivi e della natura, nel Mediterraneo che utilizzano il tempo libero come forma di aggregazione. In questo processo il lavoro si concentra sui linguaggi corporei e gli spazi coreografici abitati da corpi individuali e collettivi in occasione di queste celebrazioni rituali.
Il festival il 4 agosto si sposta a Ottana dove Andreco, artista e ingegnere ambientale, affascinato dalle capacità di risanamento degli organismi vegetali, con la sua parata per l'ambiente metterà al centro la questione dell’importanza delle piante nel ripristino ambientale e della fitodepurazione delle acque, rileggendo un territorio che a seguito della chiusura dell’impianto Enichem si pone con forza il tema delle dimissioni e del futuro di zone post-industriali dopo l’abbandono delle campagne. Saranno coinvolti enti e istituzioni per ripensare la relazione tra borgo e spazio industriale, per costruire un canto e un cammino corale rituale attraverso la collaborazione con i Cori e artigiani locali.
Il messicano Carlos Amorales farà intraprendere un viaggio a una maschera tradizionale barbaricina sino a un villaggio indios di discendenza Azteca e Purépecha nel centro del Messico, che ribellatosi al narcotraffico e alla corruzione delle forze dell’ordine ha costituito una forma istituzionale autonoma, con propria moneta e bandiera. L’opera lega cosi in un percorso simbolico storie di resistenza e di liberazione, di soprusi coloniali e di riparazione, attraverso il reenactment di passate e nuove ritualità, in un percorso transnazionale di connessioni culturali. L’opera video sarà allestita al Museo delle Maschere di Mamoiada.
Agli adolescenti e con la loro partecipazione sarà invece rivolta la performance Spirit di Mara Oscar Cassiani, il 5 agosto a Mamoiada: un viaggio basato sul passaggio dalle maschere tradizionali vernacolari della Sardegna verso i rituali contemporanei giovanili contemporanei, Premio Digital Live, Romaeuropa. Un'analisi spettacolare e installativa che si attiva attraverso una commistione del ritmo della trance del rito tradizionale con quello della musica elettronica digitale.
Con un dialogo interspecie che interroga l’allevamento dei bachi da seta e i saperi in estinzione, Claudia Losi ricerca a Orgosolo le sonorità e le tradizioni tra l'artigianato, il cucito e il ricamo, lavorando sulle relazioni che a partire da questo animale piccolissimo si generano nel mondo, attivando così la comunità di donne tessitrici di Orgosolo, generando con loro non solo trame tessili, ma anche narrazioni, favole, rinsaldando le relazioni (anche in forma simbolica) con la comunità. Con ‘Mano che passa e voci che tessono’, l’artista interpellerà le ultime tessitrici, connettendo (attraverso delle registrazioni e loro rielaborazione) al tessuto sonoro del lavoro manuale, femminile in particolare, la voce: il canto di lavoro, il canto d'amore, il canto d'addio, il canto che culla, il canto che guarisce genereranno un primo "dispositivo"performativo.
Si ritorna il 7 agosto a Orani per la festa finale, in un atto di riconnessione che si amplifica grazie alla presenza di Fabio Sau e Antonio Bissiri che con l Gaia La nuova umanità invitano a un nuovo contatto con un mondo non violentemente antropizzato in una performance all’alba nei boschi limitrofi.
Saranno, inoltre, coinvolti Eventi Verticali, Mara Oscar Cassiani impegnata in un djset e insieme a loro una grande festa di cori, artigiani, maschere, e performer convergeranno nel borgo per ripensare e rivivere insieme la coralità.
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