Una serata di grande qualità e cultura: sold out in presenza nella Sala Consiliare che l’ha ospitata ma seguita in gran numero anche da casa attraverso la Web TV dell’Associazione Angeli nel Cuore che sotto la regia di Carlo Cansella ne ha curato la messa in onda . L’ennesima promossa dall’UTE (Università della Terza Età) all’insegna della cultura che nel quarto appuntamento stagionale della Rassegna “Autori & Lettori” apre le porte all’ ultima fatica di Francesco Atzori “Gente di Miniera” edito dalla Grafiche Ghiani andata in stampa nel dicembre dello scorso anno. Un grande romanzo storico "Non sono uno scrittore, mi piace la ricerca storica, tiene a precisare l’autore nel corso del suo intervento" che ha tutte le carte in regola per essere annoverato tra le pubblicazioni più interessanti degli ultimi anni. Il racconto offre spunti di riflessione, spaccati di vita, dèjà vu di attimi vissuti e rivissuti più volte in un palcoscenico reale/immaginario che a distanza di anni dalla sua dismissione apre nuovi orizzonti e nuove rivisitazioni alla grande epopea mineraria. Il racconto trova la sua piccola grande dimensione scenografica a cavallo del primo grande conflitto mondiale e fino agli albori della nascente Repubblica nel villaggio minerario di Ingurtosu , nella cosiddetta “Valle delle anime”.
Storie di miniera e di povertà, di uomini, in modo particolare di Tore e Pedru la cui amicizia nata sul fronte del primo conflitto mondiale diventa poi indissolubile nella successiva esperienza lavorativa in miniera, e di personaggi sapientemente evidenziati dall’autore che offrono spunti di riflessione a un “parterre de rois” che con interventi di grande “phatos” impreziosiscono ulteriormente una serata condotta con lo solita proverbiale straordinaria professionalità da William Collu. Presenti oltre l’autore Francesco Atzori, Sergio Floris autore delle numerose illustrazioni presenti nel libro, l’autrice della prefazione Anna Maria Dessì, la scrittrice Iride Peis, il Presidente dell’Università della Terza Età Salvatore Sanna e, per la parte istituzionale, il Sindaco Andrea Concas e in video conferenza per problemi di salute l’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis. A fare gli onori di casa ci pensa Salvatore Sanna che ricorda “come gli avvenimenti descritti nell’opera di Franco Atzori siano avvenimenti a noi familiari per averli vissuti direttamente o perché raccontati dai nostri padri o nonni. A questi avvenimenti ognuno di noi potrà dare una lettura particolare e personale. La lettura mi ha coinvolto, la storia mi è entrata dentro”. Particolarmente gradito e apprezzato l’intervento, vero e proprio libro nel libro, dell’ autrice della prefazione Anna Maria Dessì, un intervento tributato dal pubblico presente con un lunghissimo, sentito e caloroso appaluso. Le riflessioni di Anna Maria Dessì supportate da numerosi dati demografici e indicatori sociali sulla vita in miniera e nei centri interessati scivola con dolcezza nel ricordo del nonno Raimondo Pani, del primo sindaco arburese antifascista destituito nel 1922 dal nascente regime e oggetto di numerose violenze fisiche e morali. “E’ un racconto straordinario , storico con tanti avvenimenti e personaggi che ti portano a riflettere”, dice la scrittrice Iride Peis. Di grande interesse anche il lungo intervento dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis che si sofferma sulla necessità di un completo recupero delle aree interessate ad attività mineraria. "C’è una programmazione in corso, dopo quasi trent’anni di immobilismo, - dice l’Assessore - che si avvarrà di risorse ministeriali e regionali da utilizzare per restituire una nuova visibilità e appetibilità a un territorio da troppo tempo trascurato e in forte attesa di una rinascita sociale ed economica".
[caption id="attachment_95621" align="alignnone" width="900"]
La Chiesa di Santa Barbara nel disegno di Sergio Floris[/caption]
Gli ultimi interventi sono curati da Sergio Floris autore delle splendide 18 grafiche presenti all’interno del racconto e quella finale del professor Francesco Atzori che porta ulteriori spunti di riflessioni a quelli già affrontati in questa sua ultima fatica.
“ Ho scritto il libro da cittadino e da politico. Un quadro pieno di grandi valori. Un libro per non dimenticare il sacrificio dei nostri padri e di chi ci ha preceduto in quella che è stata una irripetibile e per certi versi affascinante lunghissima storia di miniera". Storia di povertà, di lotte, di sacrifici: di uomini, di donne, di bambini”. “Gente di Miniera – uomini semplici, personaggi e brandelli di storia dal primo dopoguerra alla Repubblica ad Arbus e dintorni".
© Riproduzione riservata