E' stato un evento quello tenuto nelle serate del 4, 5 e 6 agosto nella magnifica location del Museo Antonio Corda interamente dedicato all’archeologia: quella vera, ricca di fascino e di storia millenaria di cui il territorio arburese può vantare di esserne testimonianza e che, come ha fatto capire nei saluti finali l’Assessore alla Cultura Alessandra Peddis, avrà sicuramente un seguito. Si perché grazie alla presenza di qualificati relatori alcuni dei quali collegati in video conferenza da paesi stranieri, dei temi trattati e grazie anche al prezioso “Parterre de rois”, il convegno “ArcheoStoria Arbus” ha sicuramente suscitato un altissimo tasso di interesse superando a detta degli organizzatori, il Comune di Arbus - Assessorato alla Cultura, ogni più rosea previsione. Tre serate con inizio alle ore 18 ognuna delle quali con tematiche diverse ma tutte riconducibili al grandissimo patrimonio culturale presente lungo tutto il litorale e l’entroterra dell’arburese finora solo in parte riaffiorato ma già materia di studio e di ricerca anche a livello internazionale. [caption id="attachment_88870" align="alignnone" width="220"]
"Beniamino" lo scheletro risalente a oltre 8500 anni ritrovato in località "Su Pistoccu" Foto it.paperblog.com[/caption]
Nella prima serata con il tema “L’uomo di S’Omu e S’Orku - la ricostruzione virtuale dell’identità di Beniamino” a prendersi interamente la scena è stato naturalmente “Beniamino” lo scheletro più antico mai ritrovato in Sardegna avvenuto sul litorale de “Su Pistoccu” e oggetto di ampia discussione e approfondimento da parte dell’archeologa Rita Melis colei che ha coordinato gli scavi che in seguito hanno portato al recupero nello stesso sito qualche anno più tardi anche di Amanda e Amsicora altre due figure risalenti al mesolitico. Nelle stessa serata c’è stato l’intervento di grande valore scientifico dell’antropologo, fisico e ricercatore dell’Università di Bologna Gregorio Oxlja. Ha moderato gli interventi e il successivo dibattito con il pubblico presente il Presidente del Parco Geominerario storico ambientale della Sardegna Tarcisio Agus. La seconda serata ha per titolo: “Archeologia industriale in Sardegna dal settecento al dopoguerra”. Presenti il Professor Giuseppe Marras, il geologo Fausto Pani, l’architetto Carlo Vinci , l’Assessore Regionale alla Difesa dell'Ambiente Gianni Lampis e Toniella Raccis Consigliere Comunale con delega alle “Aree minerarie , bonifiche e gestione del patrimonio immobiliare”.
Nella terza e ultima serata si parla de “Il paesaggio culturale marittimo costiero nell’area di Domu e S’Orku - importazioni, produzione locale e traffici marittimi complessi nel bacino del Mediterraneo”. Presenti l’archeologa Laura Garau, l’archeologa subacquea Anna Ardu , la geologa mineraria Giusi Gradoli; in collegamento video conferenza dal Portogallo l’archeologa Alexandra Figueredo e il ricercatore Claudio Montero e da Montpellier in Francia l’archeologo preistorico Rewin Peche.
Moderatore della serata William Collu.
A fare gli onori di casa ci hanno pensato il Sindaco Andrea Concas e l’Assessore alla Cultura Alessandra Peddis che nei loro interventi hanno voluto rimarcare quanto importante sia anche a fini turistici la completa valorizzazione del grande patrimonio archeologico, finora solo i parte riportato alla luce presente non solo a S’Omu e S’Orku ma lungo tutto il litorale arburese a partire da Capo Frasca fino ad arrivare a Capo Pecora lembo più meridionale della costa arburese. L’intero convegno si è potuto seguire comodamente in diretta anche da casa grazie alle riprese effettuate dalla Web di Radio Sky of Angels curate dai tecnici Carlo Cansella, Gianluca Atzeni e Michele Cansella e immesse sul profilo facebook dell' Associazione Angeli nel Cuore e sul canale you tube.
Beniamino.
Era il 1985. Dopo un temporale nel costone roccioso di "Su Pistoccu" una località nei pressi di Portu Maga cedette una piccola parete che mise in luce uno scheletro vecchio almeno di 8.500 anni. Venne battezzato "Beniamino". I suoi resti risalenti al mesolitico sono i più antichi ritrovati in Sardegna. Lo scheletro di Beniamino è rimasto custodito fino al 2002 a Guspini in un'urna nella sala espositiva dell'Associazione Neapolis. Ora Beniamino che continua a essere al centro dell'attenzione e di numerosi studi anche a livello internazionale è sotto la custodia della Soprintendenza di Cagliari.
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