Non soltanto una lingua da conservare e nemmeno qualcosa da relegare esclusivamente al folklore o alla memoria degli anziani. Perché una lingua vive anche quando viene utilizzata per parlare di letteratura, storia, politica, teatro, territorio, società, quando diventa uno strumento normale per raccontare e interpretare il mondo. È anche da questa idea che nasce “Benidores. Limba e literadura de Sardigna”, il programma televisivo prodotto da Condaghes, condotto da Ivo Murgia e Francesco Cheratzu, con la regia e le riprese di Andrea Garau.
Il programma, realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna nell'ambito della Legge Regionale 22/2018, bando IMPRENTAS 2025-2026, è in onda in queste settimane su Radio Televisione Sarda, canale 79, ogni martedì, giovedì e sabato alle 18 e proseguirà fino all'8 dicembre 2026. Le prime puntate hanno già iniziato a costruire un percorso che attraversa poesia, narrativa, musica e teatro, ma anche editoria, politiche linguistiche e standard.
Tra i partecipanti c'è anche il sangavinese Lorenzo Argiolas con le sue letture che, in alcune puntate, prende parte direttamente al confronto con i due conduttori su temi legati alle dinamiche del mondo editoriale e del movimento linguistico sardo. Ma una parte significativa del suo contributo riguarda inoltre il teatro, attraverso la presentazione di autori e percorsi della scena sarda. Lorenzo, infatti, ha recitato in diverse commedie e oggi fa parte della compagnia teatrale Muredda di San Gavino. Alcuni anni fa ha scritto la commedia in lingua sarda, “Sa Pingiada” e oggi è al lavoro su una nuova opera.

Operatore culturale e linguistico, ha già avuto modo di cimentarsi in altre attività di divulgazione in lingua sarda, dalla conduzione alla collaborazione autoriale. Tra le esperienze più recenti c'è Geografia de Sardigna, docuserie tv prodotta da NorFilms e articolata in 32 puntate, nella quale Argiolas ha condotto un viaggio attraverso l'Isola affrontando temi come spopolamento, il lavoro, turismo, ambiente e servitù militari. Una Sardegna osservata non soltanto attraverso il paesaggio, ma anche attraverso le trasformazioni economiche e sociali. A questa esperienza si affiancano altri progetti dedicati alla storia e alla cultura dell'Isola, andati in onda negli anni scorsi, come Istitutziones e Personagios de Sardigna, Batallas e il TG Istòricu, nei quali la lingua sarda diventa strumento per raccontare vicende storiche, personaggi e avvenimenti.
Esperienze differenti, ma accomunate dall’idea che il sardo può essere utilizzato per parlare di qualsiasi argomento. Non soltanto di tradizioni, feste, cucina o memoria popolare, ma anche di storia, letteratura, teatro, economia, ambiente e società. Non una lingua utilizzata esclusivamente per raccontare ciò che appartiene al passato, dunque, ma una lingua attraverso la quale leggere anche il presente.
«Una lingua diventa realmente viva anche quando possiamo utilizzarla senza doverci chiedere continuamente se sia appropriata per quello che stiamo facendo» spiega Argiolas «Per questo trovo importante fare divulgazione in sardo. Significa anche contribuire a rendere normale il suo utilizzo in contesti diversi, davanti a un pubblico e attraverso strumenti contemporanei come la televisione, la radio e i social».
È una prospettiva nella quale si inserisce anche “Benidores”, che attraverso ospiti e argomenti prova a raccontare non soltanto ciò che è stato prodotto in sardo, ma anche le condizioni nelle quali oggi si scrive, si pubblica, si recita e si produce cultura nell'Isola.
E forse è proprio questo il passaggio più importante, fare in modo che il sardo non sia percepito soltanto come qualcosa che appartiene alla nostra storia, ma come una lingua con cui possiamo parlare, oggi, di tutto.
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