Bisogna attuare il campus scolastico della Marmilla


Il sindaco di Villanovafranca Matteo Castangia scrive ai colleghi del territorio. Il progetto è naufragato già due volte nell’ultimo decennio
Bisogna attuare il campus scolastico della Marmilla

Il campus scolastico della Marmilla torna ancora una volta al centro del dibattito. 
Matteo CastangiaA rilanciare il progetto è Matteo Castangia, sindaco di Villanovafranca, che ha scritto ai sindaci del territorio e al presidente dell'Unione dei Comuni invitando l'ente a partecipare al nuovo bando della Regione Sardegna per provare a ottenere le risorse necessarie alla realizzazione di un polo scolastico unico per il territorio. 
«A causa del calo demografico, mantenere servizi scolastici in ogni piccolo comune è sempre più difficile - scrive Castangia - L'idea non sarebbe quella di un semplice accorpamento, ma di “un polo educativo moderno e all'avanguardia”, dotato di laboratori, strutture sportive e spazi destinati». 
Per il sindaco la nuova opportunità offerta dalla Regione non dovrebbe essere lasciata cadere: «Garantiamo ai nostri bambini e ragazzi la migliore istruzione possibile perché avremo bisogno di tutta la loro intelligenza».

Parole, quelle del sindaco, che riportano indietro a più di dieci anni fa quando, nel 2014, l'Unione dei Comuni della Marmilla ottenne dalla Regione un finanziamento di circa 9 milioni di euro per realizzare un campus nel quale far convergere i venticinque plessi con esclusione delle scuole dell'infanzia appartenenti all'istituto comprensivo di Villamar attorno al quale gravitano diciotto comuni. Quel tema portò a quello che probabilmente fu il primo vero grande scontro politico all'interno dell'Unione: in quell’occasione, infatti, i Comuni si divisero tra favorevoli e contrari e alla fine, in nome di una posizione non condivisa, il finanziamento venne restituito. Qualche anno più tardi il progetto tornò in auge in una forma ridimensionata: era il 2021 quando si parlò di circa cinque milioni di euro di finanziamento ministeriale per costruire, sempre a Villamar, a Villamar un nuovo polo scolastico al posto dell'edificio della scuola secondaria. Avevano manifestato l'intenzione di aderire Villamar, Villanovaforru, Villanovafranca, Segariu, Siddi, Las Plassas, Setzu e Genuri. Fuori dalle intenzioni per la realizzazione alcuni dei paesi che le scuole già le avevano: Lunamatrona, Barumini, Gesturi, Tuili, Ussaramanna, Furtei. Anche quel progetto, tuttavia, non arrivò alla realizzazione.

Oggi, a distanza di anni, la domanda rimane sostanzialmente la stessa: è meglio concentrare le scuole della Marmilla in un unico grande polo oppure continuare a mantenere i plessi nei diversi paesi?

Le ragioni di entrambe le posizioni sono profonde. Da una parte un campus potrebbe significare strutture moderne, laboratori, palestre e maggiori opportunità didattiche, evitando classi con pochissimi alunni e garantendo nel tempo un'offerta formativa difficilmente sostenibile in tanti piccoli plessi. E il progressivo calo demografico rende oggi quella riflessione forse ancora più urgente rispetto al 2014.

Dall'altra parte c'è il timore di privare i piccoli comuni di uno dei loro ultimi servizi fondamentali: una scuola, infatti, non è soltanto l'edificio nel quale si svolgono le lezioni: significa bambini e famiglie presenti ogni giorno, relazioni, vita sociale e un legame con la propria comunità. Chiudere un plesso, soprattutto nei centri più piccoli, può rappresentare un ulteriore passo verso l'impoverimento del paese. A questo si aggiungerebbero gli spostamenti quotidiani degli studenti e la necessità di organizzare un sistema di trasporto efficiente: una scelta che, secondo questa posizione, andrebbe in antitesi con la semplice costruzione di un edificio.

Il nuovo bando regionale potrebbe riaprire una discussione che la Marmilla non ha mai realmente chiuso: continuare a difendere una scuola in ogni comunità affinché i numeri lo consentiranno oppure mettere insieme le forze e costruire un unico polo capace di affrontare una crisi demografica che, rispetto a dodici anni fa, non si è certo arrestata. La nuova proposta del sindaco Matteo Castangia rimette ora la questione nelle mani dei sindaci: chissà potrebbero seguire nuovi sviluppi in questo che potrebbe rivelarsi il terzo capitolo della vicenda campus.

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