Comuni montani, la Sardegna chiede nuovi criteri e risorse


La nuova classificazione esclude 102 comuni sardi dallo status di Comune montano. La Regione stanzia 2 milioni di euro per attenuare la riduzione delle risorse
Comuni montani, la Sardegna chiede nuovi criteri e risorse

La nuova classificazione dei comuni montani esclude 102 comuni sardi e riapre il confronto sui criteri utilizzati e sulle risorse destinate ai territori. La Regione chiede una posizione comune con Anci, amministrazioni locali e parlamentari sardi per intervenire sul piano legislativo e modificare gli effetti della nuova classificazione.

Il tema è stato affrontato durante l'incontro convocato da Anci Sardegna con i parlamentari sardi e i sindaci dei comuni interessati. È intervenuto anche l’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda: «La nuova classificazione ha escluso 102 comuni sardi dallo status di Comune montano e non tiene adeguatamente conto delle condizioni specifiche dei nostri territori», ha dichiarato l'assessore.

In particolare la Regione contesta i criteri fondati prevalentemente su altitudine e pendenza e chiede di considerare anche le caratteristiche specifiche dei territori. La questione riguarda anche la distribuzione delle risorse. Sardegna e Campania hanno presentato in conferenza delle regioni una proposta per modificare il riparto del Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, attribuendo maggiore peso alla superficie territoriale.

Spanedda ha ricordato che venerdì 11 settembre la Regione si è astenuta, in sede di commissione politica, sul riparto del Fosmit. Una scelta motivata dalla contrarietà alla progressiva riduzione delle risorse destinate alla montagna. «Abbiamo scelto di non votare contro per evitare che una mancata intesa producesse ulteriori conseguenze sui Comuni», ha spiegato l’assessore Spanedda.

Per attenuare gli effetti della riduzione, la Regione ha stanziato 2 milioni di euro attraverso un fondo integrativo destinato ai comuni sardi compresi nel vecchio e nel nuovo elenco. «È una risposta concreta, ma non può sostituire una politica nazionale adeguata», ha sottolineato Spanedda. Dal 2027 la Regione chiede di modificare i criteri di riparto del Fosmit, attribuendo maggiore peso alle condizioni socioeconomiche e alle caratteristiche effettive dei territori.

«Non possiamo chiedere ai comuni di contrastare lo spopolamento e garantire i servizi riducendo, allo stesso tempo, le risorse a loro disposizione», ha aggiunto Spanedda. L’obiettivo indicato dall’assessore è portare a Roma una posizione unitaria di Regione, Anci Sardegna, comuni e parlamentari, chiedendo criteri capaci di riconoscere gli svantaggi dei territori e strumenti adeguati per compensarli.

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