Ingredientis:
per l’impasto: g 300 di semola di grano duro rimacinata finissima, g 200 di farina bianca, vino bianco secco, sale e acqua tiepida q.b. per il ripieno: 400 g di patate di Gavoi, g 150 di - viscidu o cas' e vida -, g 100 di pecorino grattugiato, mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva, 1 spicchio d’aglio, un ciuffetto di menta fresca, sale e pepe di mulinello q.b.
Approntadura:
come prima operazione, disponi a fontana le farine miscelate sul ripiano della madia e tuffaci al centro due cucchiai di vino, una presa di sale e tanta acqua tiepida che si riveli sufficiente per ottenere un impasto privo di grumi e malleabile, che terrai avvolto con un canovaccio infarinato in luogo fresco a riposare. Nel mentre, metti a lessare le patate e dopo mezz’ora, scolale, pelale, passale con l’apposito attrezzo e raduna il ricavato dentro a una terrina che terrai da parte. Fatto, prendi un recipiente di terracotta - tianeddu - e piazzalo sul fuoco con l’olio che hai in dotazione, l’aglio schiacciato e appena dorato, allontana il recipiente dal fuoco, poi elimina l’aglio, quindi tuffaci la menta ridotta a poltiglia e lasciala macerare fin quando l’olio si sarà raffreddato. Trascorso il tempo occorso, unisci l’intingolo alle patate, quindi aggiungi anche il pecorino e - su viscidu -ben lavato, asciugato e tritato, una presa si sale, una macinata di pepe ed amalgama accuratamente gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo e soffice che terrai da parte. Terminata questa operazione, tira a sfoglie non troppo sottili la massa e con l’aiuto di un bicchiere o un coppapasta del diametro di circa otto - dieci centimetri, ritaglia tanti dischetti quanti ne consente l’impasto, ritagli compresi. Solo allora, inumidisci con dell’acqua un dischetto di pasta, allorché accomodaci sopra un mucchietto di ripieno, posiziona il dischetto nella mano tra il pollice e l’indice, socchiudendo il ripieno con i due lembi della pasta, ma senza farli aderire. Di seguito pizzica i due lembi con il pollice e l’indice dell’altra mano, prima a sinistra, poi a destra e prosegui così fino a chiuderli formando la classica punta lunga e affusolata, detta - su pibioni - e ottenere così la classica cucitura a spiga. Continua in questo modo fino al termine dei dischetti di pasta e man mano che li prepari, allargali sul piano si lavoro infarinato per farli asciugare. Terminata questa complessa operazione, lessa - is culurgiones - in abbondante acqua leggermente salata bollore e appena al dente, scolali direttamente in un recipiente contenete del sugo ristretto di pomodoro, preparato in precedenza, cospargili con abbondante pecorino e padellali velocemente a fiamma vivace, giusto il tempo che occorre per fare insaporire armonicamente tutti gli ingredienti. Servili immediatamente. Vino consigliato: Sardegna semidano Mogoro, dal sapore morbido, sapido, fresco e asciutto.
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