“Emme, Effe e P in Seconda” è il nuovo libro di Anna Tea Salis. Cresciuta a Sant’Antioco, la Salis da quindici anni vive nel Medio Campidano, dove ha trovato l’amore. Artista a tutto tondo, si definisce “una scrittrice che combina il canto con la letteratura”: scrive e compone canzoni in sardo e in italiano che incatena all’interno dei suoi spettacoli di reading, una passione quella per il canto e la musica che condivide con il compagno musicista Marco Lai.
Qual è la trama del libro “Emme, Effe e P in Seconda”?

«Il libro è ambientato negli anni Tremila, in un’epoca in cui la voce narrante ricorda, attraverso i diari e le memorie di Effe, i problemi sociali degli anni Duemila (discriminazioni, bullismo, perdite, dolore e difficoltà) e di come l’amore, l’arte e il senso di condivisione hanno portato ad un cambiamento globale, una sorta di rinascita sociale e culturale in cui queste problematiche, negli anni Tremila, non esistono più. Ci ritroviamo così catapultati dalla distopia dell’epoca “Marriage” all’utopia degli anni Tremila, in cui tutto pare si sia posizionato al meglio e dove anche solo immaginare una realtà senza arte, senza amore e condivisione è impensabile».
Che significato si nasconde dietro il titolo?
«“Emme” è Madre, “Effe” Figlio e “P in Seconda” è il Papà in seconda, adottivo non biologico».
Quando e come è nata l'idea? Dove nasce l’ispirazione per scrivere un libro?
«In realtà non c’è un quando e un come, è un evento naturale… la scrittura è l’estensione di me stessa…».
Quanto tempo ha richiesto dar vita a questo libro?
«Questo libro ha avuto una gestazione di tre anni. Dopo averlo finito è passato attraverso cari amici scrittori che ne hanno curato la bozza. Poi c’è tutto un lavoro di editing svolto dall’editore Giovanni Fara, che ringrazio per credere sempre nelle mie idee, oltre la copertina realizzata da Salvatore Palita».
Quale è lo scopo del libro? C'è un messaggio nascosto rivolto al lettore?
«Il messaggio è quello di non sentirsi soli, un messaggio di speranza e di condivisione. Attraverso le vicende della “Famiglia Riunita” (dal libro) mi piacerebbe che chi si trova ad affrontare le stesse problematiche possa trovare conforto, possa respirare, possa ispirarsi o semplicemente trovare una dolce compagnia. Viviamo in una società difficile, frenetica, sotto molti aspetti anche violenta, e credo che ci sia la necessità di pensare ad un futuro di condivisione e di aiuto reciproco»
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