Ai pregiatissimi Piero Comandini presidente del Consiglio regionale della Sardegna; Alessandra Todde presidente della Regione Sardegna; Giuseppe Meloni assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio; Sebastiano Cocco assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione, Francesco Agus assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro pastorale; Francesco Spanedda assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica; Rosanna Laconi assessore della Difesa dell'Ambiente; Ilaria Portas assessore della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport; ai presidenti dei Gruppi del Consiglio Regionale della Sardegna; ai presidenti delle Province della Sardegna; ai sindaci della Sardegna
Con questa lettera aperta desidero portare alla vostra attenzione alcune questioni che ritengo fondamentali per il benessere, la crescita e la tutela della nostra isola.
La Sardegna vive un momento delicato: le sfide economiche, culturali e ambientali si intrecciano e richiedono una visione condivisa, insieme a interventi concreti, attuabili e verificabili, capaci di generare un ritorno immediato sugli investimenti pubblici. L’idea nasce da una lunga conversazione con un amico, che mi ha accompagnato in un percorso di riflessione su temi di grande rilevanza per la vita delle persone e per il risanamento ambientale del pianeta. Il discorso si è concluso con un richiamo alle teorie di Crisippo, il filosofo greco che introdusse la distinzione tra cause primarie, immodificabili dall’uomo, e cause secondarie, sulle quali ciascuno può intervenire. Riflettendo sulle cose che hanno davvero la forza di cambiare il mondo, ci accorgiamo che spesso sono davanti ai nostri occhi: semplici, concrete, scientificamente dimostrabili e riproducibili, eppure ignorate. Una di queste, per me da sempre, è la coltivazione dei legumi.
Ora che siamo a fine anno e si stanno predisponendo i bilanci delle pubbliche amministrazioni per il 2027, ritengo necessario valutare un intervento massiccio per promuovere la coltivazione delle leguminose nei seminativi della Sardegna.

Dopo esperienze dirette e approfondite valutazioni, sono convinto che incentivare la produzione di legumi potrebbe generare una svolta significativa nell’economia regionale, nella condizione socio economica delle comunità rurali e nella salute dell’ambiente. Il loro ciclo biologico è brevissimo - pochi mesi - ma in questo arco di tempo producono benefici straordinari: migliorano la fertilità del suolo grazie alla fissazione dell’azoto; riducono la necessità di concimi chimici; offrono un alimento ricco, sano e sostenibile per l’uomo; rappresentano una fonte proteica fondamentale per gli animali; rafforzano la bilancia commerciale riducendo le importazioni; contribuiscono alla difesa dell’ecosistema attraverso la cura dei terreni agricoli. Durante la fotosintesi, i legumi - come tutte le piante - assorbono anidride carbonica dall’atmosfera e la trasformano in biomassa: radici, foglie, semi. Parte di questa biomassa rimane nel suolo e, decomponendosi, aumenta la sostanza organica, ricca di carbonio. In altre parole: i legumi contribuiscono allo stoccaggio del carbonio nel terreno, attraverso la biomassa vegetale.
Molte volte le soluzioni sono a portata di mano, ma preferiamo cercare risposte nei grandi nomi della filosofia, come se la realtà non potesse parlare da sola. E invece la terra parla, e parla chiaramente: i legumi sono una delle chiavi più semplici e più potenti per costruire un futuro sostenibile.
Lo confermano la logica, l’esperienza e la scienza. Ma non generano ricchezze facili per gli speculatori. Per questo si preferisce importarli da altri mercati, rinunciando alla salute del regno animale isolano e alla rinaturalizzazione dei suoli delle nostre campagne. È una scelta miope, che sacrifica il futuro per un guadagno immediato. Alla luce di ciò, vi invito a considerare l’opportunità di un intervento strutturale e lungimirante, a burocrazia quasi zero, da sviluppare in dialogo con le organizzazioni professionali agricole a vocazione generale, affinché le decisioni politiche siano il frutto di ascolto, partecipazione e responsabilità condivisa. Confido nella vostra sensibilità e nel vostro impegno per garantire alla Sardegna un futuro prospero, sostenibile e culturalmente ricco.
© Riproduzione riservata